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10 settembre 2025

Palestina Animada, rassegna di cinema di animazione al Primavera di Casalmaggiore

 Palestina Animada, rassegna di cinema di animazione al Primavera di Casalmaggiore




Venerdì 19 settembre, dalle 18:30, sarà presentata al Centro Sociale Primavera di Casalmaggiore (Via Formis 14) la rassegna di cinema di animazione Palestinese ed Internazionale “Palestina Animada”.

Palestina Animada è un progetto di videoanimazione che raccoglie i cortometraggi di registi e artiste internazionali e palestinesi, provenienti da Gaza, dalla Cisgiordania e dalla diaspora, una costellazione di narrazioni per restituire, attraverso animazioni sperimentali e testimonianze poetiche, la complessità della vita sotto l’occupazione e il conflitto, sfuggendo alla rappresentazione pietistica per dare spazio a storie, memorie e relazioni.



«Una parte essenziale del nostro lavoro è l’inclusione degli organizzatori di base di Cabezon for Gaza e Rumbo a Gaza, in Spagna, che hanno contribuito a fondare il collettivo e a portare i film al pubblico. Collaboriamo anche con il festival di animazione Kaboom nei Paesi Bassi e Stoptrik in Slovenia. Palestina Animada è stato proiettato a Santander, Cabezón de la Sal, Málaga, Madrid, Lisbona, Mellionnec (Francia), Oslo, Sandefjord, Hvitsen Salong e altre città della Norvegia», raccontano dal collettivo di registi.
 

«Vogliamo presentare i nostri film a un pubblico internazionale come un antidoto emotivo e artistico contro la morte e la distruzione dirette contro il popolo palestinese. Di fronte al genocidio continuo contro il popolo palestinese, abbiamo sentito la necessità di unirci per sostenerci reciprocamente come comunità artistica, creando legami più forti tra di noi e contribuendo a portare i nostri film a un pubblico più ampio: raccontando storie sulla Palestina. L’obiettivo del nostro gruppo è mostrare diverse espressioni dell’arte animata fatta in Palestina e sulla Palestina».

Di seguito riassumiamo una esposizione sintetica delle opere della rassegna

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Haneen Koraz con Nour A-Jawad, Shorooq Darwish
Un giorno nella tenda, (workshop)
A day in the tent (3 min) - 2023



Realizzato da 19 bambini sfollati della città di Gaza. Il film è stato realizzato in 8 giorni. I bambini hanno scelto questa storia perché si basa sulla loro realtà e sulle difficoltà che affrontano nelle tende, in particolare le sfide legate all’ottenimento di acqua pulita per bere, lavarsi, pulire e lavare i piatti. La storia evidenzia anche le difficoltà dei bambini nel fare la fila per usare il bagno, condiviso con tutte le tende vicine. C’è sempre una lunga coda, quindi i bambini devono svegliarsi molto presto per essere i primi.
Hanno anche raccontato la difficoltà di procurarsi il pane, dato che tutti i forni di Gaza hanno smesso di funzionare a causa della mancanza di carburante. Di conseguenza, le donne hanno iniziato a fare il pane sul fuoco all’aperto. Il film mostra come il padre si sforzi di comprare del cibo, riuscendo però a trovare solo un pollo. C’è anche un tocco comico – il ruolo della madre viene rappresentato in modo divertente, mentre assume il ruolo di “manager” della tenda, assegnando compiti a tutti i membri della famiglia.
 


La nonna ci ha sfinite, (workshop)
Grandmother wore us out (4:09) - 2024



Le 14 ragazze di Deir el-Balah hanno scritto la storia, creato lo storyboard, disegnato tutti i personaggi, animato e diretto il film. Infine, hanno registrato i suoni e le voci.
La storia racconta di una famiglia che vive in una delle aule scolastiche di una scuola dell’UNRWA che ospita persone sfollate. La famiglia è composta da un padre, tre figli, un’unica figlia, la madre e la suocera – LA NONNA. Ai bambini viene chiesto di raccogliere acqua per tutto il giorno per riempire il grande barile nella loro aula. Alla fine della giornata, il barile è pieno e loro sono esausti. Ma all’improvviso compare la nonna, bellissima e pulita: ha usato tutta l’acqua per farsi la doccia e lavare i suoi vestiti, e loro devono ricominciare tutto da capo – aaargh!

 

 

Ahmad Saleh (Amman, Jordan)
Casa
House (3:49) - 2012

 

 

Una famiglia ha vissuto per generazioni in una casa spaziosa, bella e generosa. La generosità della casa è diventata parte della loro cultura, e ospiti dopo ospiti sono sempre stati accolti per godere di un soggiorno piacevole. Finché un giorno è arrivato un ospite con un piano diverso.
 

 

I miei occhi
Ayny (11 min) – 2016



Due ragazzi scappano dalla protezione della madre e camminano in equilibrio sul filo del pericolo della guerra per suonare la musica con lo strumento che hanno sempre sognato di avere.
 

 

Notte
Night (16 min.) - 2021

 


La polvere della guerra tiene gli occhi svegli. La notte porta pace e sonno a tutti gli abitanti della città distrutta. Solo gli occhi della madre del bambino scomparso restano vigili. La notte deve ingannarla e farla addormentare, per salvare la sua anima.
 

 

Jana Kattan (based in UK)
Checkpoint (5:46) - 2021

 


Ambientato nei territori occupati della Palestina contemporanea, in Cisgiordania, Checkpoint segue Leila, una bambina di 11 anni che ogni mattina si sveglia prima dell’alba per cercare di arrivare a scuola in orario. Il suo ostacolo è l’occupazione militare che la circonda, in particolare il famigerato checkpoint che deve attraversare ogni giorno. Nonostante i suoi sforzi, Leila non può controllare l’interminabile fila né la possibilità concreta di essere arbitrariamente respinta.
 

 

Samira Badran (Spain, Palestine)
Memoria della terra
Memory of the Land (13 min.) - 2017

 


 

Un corpo è intrappolato a un checkpoint, un meccanismo essenziale dell'occupazione israeliana. Il corpo è trafitto dalla violenza strutturale e fisica, che è aggressiva e arbitraria e impedisce e attacca il suo libero movimento e la sua esistenza.
 
 

Tariq Rimawi (Amman, Jordan)
Zoo (8:12 min) – 2021

 


 

Nel peggior zoo del mondo, un giovane ragazzo di nome Sami vaga alla ricerca del suo pallone da calcio. Il solitario trova molto di più quando incontra la tigre Laziz, che lo segue nella sua ricerca di un posto sicuro dove giocare. Contro ogni previsione, diventano amici. Ma i resti della guerra nascondono pericoli.
 

 

Scomparso
Missing (3 min.) - 2010



“Si apre una finestra su un bambino che vive in una zona dilaniata dalla guerra e che sogna la pace perduta della sua infanzia.”
 

 

Rami Abbas (Palestine-Madrid)
Nascondino
Hide & Seek (7 min. 14) – 2024

 


 
Hide and Seek è un cortometraggio d’animazione che racconta la storia di un bambino e del suo pesciolino nel loro viaggio verso l’ignoto, dopo un’incursione nella città del bambino durante la guerra che devasta il suo paese. Il film cattura le tappe di questo viaggio e le sue trasformazioni, fino a concludersi quando il bambino raggiunge una delle coste.
 

 

Dana Durr (BirZeit, Palestina)
Mariam (5 min) - 2020

 



Una giovane donna sale sul suo ulivo preferito, abbracciando le tradizioni palestinesi, ma la sua pace viene improvvisamente interrotta.
Un cortometraggio d’animazione che racconta il percorso di una donna alla ricerca della forza interiore attraverso la propria cultura e il proprio patrimonio, dopo la perdita del suo paradiso amato. Con la distruzione di un albero amato, emerge un legame profondo e indistruttibile, illustrato attraverso i motivi degli ulivi e del ricamo tatreez, in questo film toccante sull’unità tra un popolo e la sua terra.
 

 

Sheeren Abdelkarim (Gaza)
Dal buco di un ago
Through the Eye of a Needle (4:53) - 2022

 



l film è un’opera personale con un impatto collettivo, che mira a trasformare memorie individuali di sofferenza in memoria collettiva. Presenta scene satiriche e realistiche della vita pubblica nella città di Gaza. Il progetto affronta una serie di problematiche sociali che persistono da oltre 15 anni e sono diventate parte inseparabile della realtà della città e dei suoi abitanti. Inoltre, esplora lo spazio concettuale della città attraverso la digitalizzazione e la modellazione 3D di queste scene, che continuano a crescere man mano che l’assedio su Gaza persiste. È un tentativo di immaginare come potrebbe apparire il paesaggio attuale.
 

 

Khaled Jarada (Gaza)
Il collezionista di sogni
Collecteure des reves (l3:23) - 2021



Le Collecteur des rêves è un film d’animazione muto prodotto nel 2021 durante il laboratorio di Digital Storyboarding presso il Centro Culturale Francese in Palestina. Racconta la storia di un'antica leggenda secondo cui si possono sussurrare i propri desideri alle conchiglie e poi gettarle in mare affinché si avverino.
Ma a Gaza, dove il mare è chiuso ai suoi sogni, è apparso il Collezionista di Sogni, che raccoglieva le conchiglie contenenti i desideri. Appendendo la speranza nascosta alle pareti della sua stanza, le trasformava in quadri.
 

 

Amal Al Nakhala (Gaza)
Senza limiti
Limitless (4:38) - 2024



Un simbolismo duro che cattura le complessità della verità a Gaza, dove nulla è lineare o facilmente definibile.
 

 

Msallam Hdaib (Palestina, Russia)
Senza corpo
Nobody (6:45 min) 2025

 


Dopo che un attacco aereo distrugge la loro casa, un marito novello sopravvive solo come testa pensante. Attraverso un’animazione stop-motion stilizzata, il film segue il suo viaggio surreale insieme alla moglie e al figlio appena nato.
 

 

Basel Nasr - al Masna (Ramallah, Palestine)
Il giorno della terra
Al Ard / Land Day (1.28) - 2024



“In Palestina, nel mese di marzo, nell’anno dell’Intifada, la terra ci rivelò i suoi segreti insanguinati.”
Una visualizzazione cruda del restringimento e della frammentazione della terra palestinese, che cattura l’impatto duraturo delle politiche israeliane.
 

 

Zio, dammi una sigaretta (workshop)
Uncle give me a cigarette (4 min. 50) - 2023

 



In attesa di essere trasferito in un'altra prigione, Walid riceve una strana richiesta sussurrata nel mistero...
Zio, dammi una sigaretta è un cortometraggio d'animazione in stop-motion ispirato alla storia di Walid Daqqa, che ha resistito per 27 anni nelle prigioni dell’occupazione israeliana. Il film racconta un momento cruciale della sua vita: l’incontro con un bambino di non più di 12 anni che gli fa una richiesta insolita – una sigaretta. Di fronte a un momento di esitazione, la narrazione prende una piega coinvolgente, mostrando la complessità della vita dietro le sbarre.
 

 

 Rasmi Damo (Gaza, Palestina)
Amore e guerra (workshop)
Love and War (5:02) 2025

 


Nel mezzo della devastazione della guerra a Gaza, Amore e Guerra segue una famiglia palestinese che sceglie la generosità invece della paura. Con le risorse in esaurimento e il pericolo ovunque, il padre condivide l’ultima farina con i vicini, confidando che la bontà tornerà. La moglie e i figli sostengono la sua decisione, abbracciando la speranza al posto dell’istinto di sopravvivenza. Quando il loro cibo finisce, la loro gentilezza viene ricompensata: un’altra famiglia offre loro una piccola quantità di farina. Preparano il pane e, ancora una volta, scelgono di condividerlo.
Il film esplora come la compassione, la solidarietà e l’identità culturale resistano alle difficoltà. Una canzone popolare tradizionale palestinese rafforza il messaggio: l’unità e i valori condivisi sono una forma di resistenza, e l’umanità sopravvive quando è l’amore a guidare il cammino.

 

La rassegna di cinema di animazione, che vede l’organizzazione locale a cura del Circolo Culturale Defendi, sarà ad ingresso libero.

 

a cura di Stefano Superchi

07 settembre 2025

Un disco per l’estate. I consigli di Casalmaggiore a 33 giri.

 Un disco per l’estate

I consigli di Casalmaggiore a 33 giri


 

In collaborazione con Casalmaggiore a 33 giri, gruppo di appassionati di musica, vinili, collezioni musicali, concerti, eventi e dj set, scopriamo quali sono le uscite più interessanti della musica indipendente del mese di agosto appena passato.

 

Casalmaggiore a 33 giri - ph. Vincenzo Raeli 2017

 


Wolf Alice - The Clearing 

Il nuovo album dei Wolf Alice evidenzia un'evoluzione sonora verso un pop-rock più maturo e richiama influenze anni '70, come i Fleetwood Mac. Pur con qualche pezzo meno convincente, è un disco audace ed ambizioso con la produzione impeccabile di Greg Kurstin che ha costruito un sound che unisce eleganza ed energia. Le tematiche affrontate dalla band spaziano dalla quotidianità alle riflessioni più profonde, con testi poetici e che rispecchiano la maturità artistica del gruppo.
"The Clearing" è un album di transizione e maturazione per i Wolf Alice, un tributo rispettoso al passato musicale, reinterpretato con una lingua che appartiene solo alla band, e rappresenta il loro lavoro più ambizioso fino ad oggi.
(recensione basata su AI Owerview)



 

Deftones - Private Music

 
Da quando nel lontano 2000 Chino Moreno e accoliti si sono immersi in quello che potremmo chiamare "bagno digitale", per loro è cambiato tutto. Non sarebbero mai più stati soltanto una band nu metal, pur essendosi difatti già smarcati in quanto ad apprezzamenti dal vituperato filone. E il loro suono avrebbe vissuto un'urgenza evolutiva perenne.
Venticinque anni e sei dischi dopo, i Deftones sono ancora così, incapaci di invecchiare, curiosi, fedeli alle origini, ma decisi a catalizzare l'antica furia in nuove soluzioni. L'inizio torrenziale con "My Mind Is A Mountain" promette granito a tonnellate, groove e mazzate chitarristiche, ma i fondali digitali disegnati dietro la voce di Chino nei momenti più distensivi orientano il disco verso un paesaggismo cyber-punk, quello sul finale di "Souvenir" il più ammaliante.
La forma del cantante di Sacramento è invidiabile, salta dal rappato al falsetto tra le bombe ad accordatura bassa di "Locked Club", si stende come un elastico in "Ecdysis". Nella violenta "Cut Hands" si toglie persino il capriccio di ringhiare come ai tempi di "Adrenaline". E quindi per pogare ed esaltarsi ce n'è, tuttavia "Private Music" è soprattutto un disco dolente, carico di riflessioni e contraddizioni che sgorgano dalla difficile navigazione di tempi contraddittori e ingannevoli. Si pensi a "Infinite Source", un brano dalla statura di classico alternative rock, costruito sul contrasto sferzante tra il chitarrismo arzillo delle strofe e la malinconia inestinguibile del ritornello; ma anche al romanticismo di "I Think About You All The Time", una ballad d'amore imbastita con stasi dream-pop, scatti alternative metal e metafore marinaie.
"Private Music" è il disco di una band che non ha paura di cambiare, di invecchiare persino. Che non si barrica mai nella propria comfort zone e non teme le reazioni di qualche fan più reazionario. Ed è proprio per questo che, a quasi quarant'anni dalla sua fondazione, è ancora lì, tra le grandi, le immarcescibili. E noi in fila a comprare questo disco col serpente bianco sulla copertina verde fluo, invero un po' kitsch. Proprio come venticinque o ventotto anni fa, nel caso aveste cominciato con il primo vero capolavoro "Around The Fur".
(dalla recensione di Michele Corrado – OndaRock)

 


 

The Dare - Freakquencies vol.1


 

L'EP "Freakquencies: Volume 1" di The Dare è una raccolta di quattro tracce strumentali che catturano l'energia e l'elettricità dei club underground, combinando stili come il big beat, la house e l'electro-house, con influenze acid e un'atmosfera che ricorda gli anni 2000. Un'immersione nella cultura club, un invito al divertimento e una celebrazione della gioia ed energia delle serate in pista, con un suono che spazia tra l'indie-sleaze, l'acido e l'elettro-pop, anche grazie a campionamenti come quello di "Ramblin' Rose" degli MC5 nella traccia "Kick".
"Freakquencies: Volume 1" è un EP audace e divertente, un'immersione nella cultura club con un forte richiamo al passato, ma anche uno sguardo al futuro dell'elettronica da ballo.
(recensione basata su AI Owerview)
 



 

Water from your eyes - It's a beautiful place


"It's a Beautiful Place" dei Water From Your Eyes ha una sua natura raffinata ma radicale, che combina concisione (poco meno di 30 minuti) con un'esplosione di idee musicali e uno spostamento verso una speranza ottimistica rispetto ai lavori precedenti, pur mantenendo un approccio anarchico ed eclettico. Il disco presenta un suono più "serio" e "denso", oscillando tra frammenti sperimentali e pop ipnotico, con la chitarra e i ritmi elettronici che emergono come protagonisti. La performance vocale di Rachel Brown e i testi surreali e metaforici contribuiscono a un'opera che risulta sorprendentemente piena di contrasti e bellezza.
(recensione basata su AI Owerview)



 
 
Royel Otis - Hickey
 



"Hickey", secondo album dei Royel Otis, è un disco brillante, rinfrescante e pieno di buone vibrazioni, pur mancando a volte dell'energia che caratterizza le loro esibizioni live. Apprezzabile la formula del duo, che offre un indie pop ballabile e nostalgico, con brani destinati a brillare dal vivo. In questo disco si nota una maggiore attenzione alla voce e un approccio più riflessivo rispetto ai lavori precedenti, con influenze che spaziano dai The Cure e Phoenix ai Beck e The Drums.
"Hickey" è un album che conferma la magia dei Royel Otis, offrendo una musica spensierata e ricca di un'atmosfera estiva e distesa. Pur mancando un po' più di audacia, l'album è una conferma del talento del duo nell'offrire un indie pop godibile.
(recensione basata su AI Owerview)

 

 
Mac Demarco - Guitar 
 


Mac DeMarco è la perfetta incarnazione di quella svogliatezza creativa che, sotto il nome di lo-fi, ha tenuto testa alla messe di critici in cerca della pietra filosofale della musica post-post-rock. Non sorprende, dunque, che “Guitar” segua le orme del pigro e indolente “Five Easy Hot Dogs”, con un leggero cambio prospettico, che nulla aggiunge a quanto seminato dall’artista nella sua fortunata carriera.
E’ innegabile che nessuno come Mac DeMarco sia riuscito nel non facile compito di elevare l’arma del disincanto e dell’umorismo a forma d’arte, quella che fa capolino con forza nella splendida e dissonante ballata lievemente bluesy  “Rock’n’Roll”, dove riecheggia l’influenza di John Lennon, inoltre il musicista canadese possiede il raro dono di donare profondità sia a una riflessione filosofica che a una banale storia di sentimenti quotidiani: la malinconica “Home” è nient’altro che pura poesia.
Due sono le questioni che “Guitar” lascia comunque irrisolte: la prima riguarda le voci su un possibile ritiro temporaneo dalle scene, smentito dalla pubblicazione di questo nuovo disco, mentre la seconda è collegata alla passione di DeMarco per gli Steely Dan, un legame che resiste nella struttura delle composizioni ma che tarda a trovare una soluzione anche negli arrangiamenti. Ed è forse questo il vero dilemma di “Guitar”: per quanto apprezzabili e a volte geniali (la raffinata “Punishment” e la deliziosa saudade di “Knockin”), le canzoni restano irrisolte e sospese nel limbo dorato di uno stile lo-fi che sembra stare ormai stretto alle composizioni del musicista, che appare svogliato anche dal punto di vista puramente interpretativo e vocale.
Ovviamente il minimalismo espressivo di Mac DeMarco non ha nulla in comune con quella stirpe di autori che si rifugiano dietro poche note per mascherare crisi creative; molti songwriter sarebbero infatti fieri di avere una dark ballad come “Holy” nel proprio repertorio, però a furia di indugiare in un’estetica sfilacciata e solo apparentemente svogliata, l’artista corre il rischio di restare schiavo di una smania di giovanilismo che ne opprime il non comune talento.
Certo, i segnali che DeMarco invia da alcuni anni a questa parte sono contraddittori se non proprio destabilizzanti, ma per quanto non mi senta di consigliare questo disco a chi non sia già un suo fan devoto, resto ottimista su una possibile e inattesa svolta verso nuovi progetti ben più solidi e innovativi.
(dalla recensione di Gianfranco Marmoro – OndaRock)



 
Laufey - A matter of time
 


L'album di Laufey "A Matter of Time" è un'opera matura e personale che esplora l'angoscia e l'amore, consolidando la sua immagine di talento generazionale ma anche rivelando una crescita artistica con un uso più audace dell'orchestra, del pop e di testi più incisivi. Sebbene la "perfezione formale" espone Laufey a rischio di manierismo o la fusione tra jazz e pop sia a tratti forzata, questa è l'opera più completa e ambiziosa di Laufey, in costante espansione.
"A Matter of Time" è un'opera di transizione che consolida la posizione di Laufey nel panorama musicale, offrendo un'analisi profonda e poetica delle complessità della vita e dell'amore con una produzione ambiziosa.
(recensione basata su AI Owerview)



 
Kid Cudi - Free 
 


Kid Cudi è tornato con tutta l’intensità che solo lui sa sprigionare! Dopo averci dato un assaggio con Neverland, il poliedrico artista, produttore, attore, regista e icona del sound contemporaneo, lancia il suo nuovo singolo Grave.
Questo nuovo brano è una corsa profonda dentro l’anima, una sorta di confessione emotiva in musica. Cudi ci porta nel suo viaggio di redenzione personale, tra battiti forti e percussioni ipnotiche che si fanno largo fino a un momento sospeso, quasi mistico, con una chitarra acustica che spalanca le porte alla parte più vulnerabile del pezzo. Il risultato è una chiusura che non solo emoziona, ma travolge.
Dietro la macchina da presa del videoclip ufficiale c’è un nome che non passa inosservato, Samuel Bayer, lo stesso che ha diretto capolavori visivi per Nirvana, Blind Melon, The Cranberries e tanti altri mostri sacri della musica. Insomma, aspettatevi un video che non è solo un accompagnamento visivo, ma una vera e propria esperienza.
Cudi ci regala qualche indizio sul significato profondo di questo nuovo progetto:
“Volevo qualcosa che esprimesse appieno il concetto di libertà, per cui un salto tra le nuvole era l’immagine che più aveva senso. ‘Free’ è ispirato dal film The Truman Show. Non vedo l’ora che tutti voi possiate ascoltare questo album e vedere a cosa ha realmente dato vita l’arte. Vi aspetta un bellissimo viaggio.”
(dalla recensione di Valeria Calà – RadioGlobo)



 
Kaitlyn Aurelia Smith - Gush

 
Decimo album per la musicista statunitense Kaitlyn Aurelia Smith, che arriva a tre anni di distanza da Let's Turn It Into Sound.
Come ha dichiarato la stessa musicista in fase di presentazione di questo album: "Volevo realizzare un album che desse la sensazione di innamorarmi. Volevo realizzare un album che condividesse la mia esistenza interiore quotidiana con il mondo esterno, che descrivesse al meglio la mia personalità. Amo essere in connessione e in relazione con tutto. Interagisco e mi sento più me stessa quando riesco a dedicare del tempo semplicemente a essere attenta e presente a qualcosa."
La tracklist di Gush comprende brani art pop (Urges, Stare into Me e la title track) leftfield (Feel Heard e Both), IDM (What's Between Us e la radioheadiana Drip) con accenti modulari (Lay Down, Almost e Into Your Eyes), e un tocco neo psichedelico (The World Just Got a Little More Big) fino alla composita Everything Combining. Chiusura vintage con In the Dressing Room.
Rispetto ad altri progetti più liberi e ambient da parte della musicista statunitense, con Gush torna alla forma canzone, anche se spesso declinata in chiave dance. Ne viene fuori un album IDM/synth-pop fantasmagorico, con un uso non banale dell'elettronica, pieno di calore ed energia positiva.
(dalla recensione di Blog Europa e cultura elettronica)

 

 
 
Nourished By Time - The passionate otes
 


“The Passionate Ones" è un album post-R&B impegnato e a cuore aperto, caratterizzato dalla voce tremula e terrena di Marcus Brown, da ritmi di Baltimore club e da un'esplorazione di sentimenti e connessione in un mondo intorpidito, con sottili ma presenti temi di critica sociale e la battaglia per l'autonomia contro il capitalismo. I brani combinano la profondità emotiva personale con l'esplorazione della crisi della società, utilizzando un sound distintivo che mescola nostalgia e innovazione per offrire un'esperienza di ascolto invitante e coinvolgente.
(dalla recensioni di The Guardian & Architeg Prints)

 

 
 
 
consigli di Giorgio Chiesa (aka Dj Church) di Casalmaggiore a 33 giri
 
 
a cura di Stefano Superchi
 
 


04 settembre 2025

Addio alla disegnatrice delle W.I.T.C.H. Anna Merli

 Addio ad Anna Merli

la disegnatrice delle W.I.T.C.H.


La disegnatrice e fumettista, nota per il suo tratto armonioso, era famosa soprattutto per il suo lavoro sulle streghette di Walt Disney Italia


Il suo tratto delicato, quasi fiabesco, con tratti di gotico era riconoscibile; atmosfere sospese e malinconiche accentuate dall’uso di pastelli e acquerelli.
Anna Merli ci lascia all’età di 51 anni, ci lascia il suo stile ispirato dai disegni disneyani realizzati per lei dalla madre e dagli “scarabocchi gotici” del padre. Era cresciuta in un ambiente influenzato dai fumetti, tra Schulz, Crepax, Altan, Bozzetto, Nidasio e gli autori e autrici di Topolino, emergendo presto nel panorama italiano per il suo tratto.

 


Nata a Cremona nel 1974, Anna Merli aveva frequentato l’istituto Europeo di Design con indirizzo Illustrazione e si era diplomata all’Accademia Disney di Milano.

Cominciò subito a lavorare con Walt Disney Italia creando soprattutto, ma non solo, le tavole per W.I.T.C.H., il fumetto creato da Elisabetta Gnone, Alessandro Barbucci e Barbara Canepa nel 2001 e dedicata alle celebri streghe adolescenti che salvano il mondo.

 


Un “miracolo” editoriale del fumetto, W.I.T.C.H. è rimasto negli annali delle produzioni italiane più amate, con 200mila copie vendute al mese a un anno dal debutto (e oltre 20 milioni di copie all’anno nel mondo nel 2004).

 


Nelle sue tavole Anna Merli si distinse per la grande attenzione alla raffigurazione del corpo femminile, come sottolineò lei stessa in una delle sue ultime interviste, a MondoJapan:

“ho sempre amato disegnare le figure femminili nelle quali mi identifico, ho studiato sempre molto attentamente l’anatomia, non potevo e non posso sopportare disegni che tradiscano una mancanza di conoscenza“.

Collaborò anche con il Centro Fumetto Andrea Pazienza di Cremona, realizzando copertine per la rivista Schizzo e fumetti come La strega (dall’omonimo racconto di Mario Lodi) e la trilogia ottocentesca Rose. Nel 2012 illustrò il primo volume di End, progetto di Barbara Canepa pubblicato originariamente in Francia per poi sbarcare in Italia con BAO Publishing. Negli ultimi anni aveva realizzato anche illustrazioni erotiche, pubblicate sui propri canali e riviste come Blue.


 
I ricordi di Anna Merli

A ricordare la fumettista e disegnatrice è prima di tutto il Centro Fumetto Andrea Pazienza:

“Siamo tutti profondamente addolorati per la scomparsa della nostra Anna Merli. Non è stata solo una nostra concittadina ma una straordinaria collaboratrice e amica che abbiamo avuto l’onore e il piacere di valorizzare all’inizio della sua carriera e di coinvolgere in tanti progetti e iniziative. Per il fumetto italiano Anna è stata una grande professionista di livello internazionale e proviamo tanto rammarico pensando che il suo talento non potrà più esprimersi. Abbiamo improvvisato uno scaffale all’ingresso del Cfapaz con alcune delle sue pubblicazioni. Ma intendiamo ricordarla adeguatamente. Un abbraccio alla sua famiglia e a chi l’ha stimata e voluto bene”.

 



Si è unita anche BAO Publishing al ricordo dell’artista:

“Anna Merli non c’è più. Quando BAO era giovane, lei è stata gentile con noi, come lo era in generale con tutti. Ci ha lasciato sfiorare il suo lavoro e portarlo ai lettori, e per questo privilegio le saremo sempre grati, ma era il suo sorriso quando condividevamo un evento, una fiera, a farci sentire fortunati: aveva una serenità innata che trasmetteva a chiunque le stesse vicino. Avremo cura del tuo ricordo, Anna, perché averti conosciuta ci ha resi migliori”.

Anche la fumettista e sceneggiatrice Teresa Radice, sul profilo di La Casa Senza Nord, ha espresso la sua mancanza:

“Ciao Anna, ti ricordo dolce e riservata. Creavi mondi bellissimi con sensibilità e delicatezza. Sei stata tu a dare vita alla mia primissima storia di W.I.T.C.H.: ne ero rimasta incantata. Chissà quanti altri lettori hai incantato coi tuoi disegni… molti, magari, nemmeno immaginavano che dietro ci fosse il tuo talento. Grazie per tanta meraviglia, Anna preziosa. Ora t’immagino tra le fate“.


A cura di Stefano Superchi


Acrobatiche Poetiche, la resistenza del teatro nei territori cremonesi

  Acrobatiche Poetiche , la resistenza del teatro nei territori cremonesi Dal 25 settembre (e continuerà fino al 5 dicembre 2026) è tornata ...