Intrecci d'Arte e di Vita: il viaggio creativo di Enrica
L'arte non è solo una tecnica da apprendere, ma un linguaggio universale e uno stimolo per la fantasia. Lo sa bene Enrica Barbiani, maestra d'asilo in pensione, che durante tutta la sua carriera ha fatto della creatività il cuore pulsante del suo metodo educativo. Lungi dal considerare l'arte come un passatempo o un'attività accessoria, la maestra l'ha sempre vissuta come uno strumento fondamentale di crescita cognitiva ed emotiva e la sua classe era un vero e proprio atelier a misura di bambino.
Liberata dagli impegni scolastici, ha incanalato la sua energia vitale in un percorso artistico sempre in divenire, sempre in movimento. La sua curiosità l'ha spinta a sperimentare e affinare diverse tecniche e a frequentare svariati corsi: dal delicato acquerello, alla precisione dell'intaglio del legno, fino alla stampa con caratteri mobili attraverso l'intaglio del linoleum.
Abile anche nel cucito crea borse e affini con stoffe spesso di recupero, abbinate in maniera elegantemente estrosa.
Che dire del teatro, esperienza significativa durata un decennio con la Compagnia dei Genitori Instabili e vissuta fuori dagli schemi dei laboratori tradizionali. Una vera e propria avventura collettiva, un percorso di vita in cui la recitazione, per altro imparata strada facendo, fu pretesto di crescita e arricchimento. Un'esperienza che, come ama raccontare, si è trasformata in un autentico corso di vita, fatto di condivisione, divertimento e amicizia.
Oggi, questa ex maestra continua a dimostrare che la passione per l'arte e l'amore per la scoperta non vanno mai in pensione, ma continuano a ispirare chi ne sente il bisogno. Da qualche tempo fa parte del “Collettivo d’Espressione Femminile” un gruppo di sole donne artiste e/o appassionate d’arte. Il Collettivo lavora su progetti: viene scelto un argomento da cui ogni partecipante fa nascere un’opera e la realizza con la tecnica che desidera, che le è più confacente, pittura, ceramica, scultura, fotografia, purché sia inerente al tema scelto.
L'intento del Collettivo si sviluppa su più fronti: incontrarsi per il piacere di stare insieme, scegliere un tema, parlarne, confrontarsi e poi mettersi al lavoro, ognuna col proprio talento, ognuna con la propria creatività. L’esito, una esposizione pluripersonale dove, dopo l’isolamento dedicato alla creazione dell’opera, il gruppo si ricompatta e diviene autore unico di vernissages rivelatisi di gran classe.
Enrica, insieme alle artiste del Collettivo, ha esposto le sue opere in due occasioni a Sabbioneta. La prima a Palazzo Forti con il lavoro “Trame”, presentato all'interno della mostra “Interferenze naturali di Mater AI”; qui l'artista ha rappresentato la propria visione sul rapporto tra natura e intelligenza artificiale, cogliendone l’inevitabile aggrovigliamento di trame.
La seconda a Palazzo del Cavalleggero in occasione della collettiva “La torre di Babele - sguardo femminile sulle macerie dell’umanità”. In questa circostanza ha proposto il quadro “Cecità”, che esprime magnificamente l’essenza del denaro e del suo valore in una società in cui quest'ultimo, ormai solo al comando, appare antropomorfo. L'opera si fa così voce di una sensibilità che rifiuta l’indifferenza e che, attraverso l’arte, tenta di ricomporre i frammenti dispersi di un’umanità ferita.
Il modo che ha Enrica di vivere la creatività è un bottone sempre in modalità ON, si lascia attraversare dalle curiosità: vede un corso, lo prova e lo unisce ad altre idee. Lei dipinge, cuce, intaglia, recita, vive, partecipa! L’intreccio di queste esperienze artistiche e la sua voracità espressiva danno vita a visioni profonde, capaci di tradurre i suoi moti dell'anima in una partecipazione attiva ed empatica, specchio fedele del suo sentire e del suo modo di abitare la realtà.
Giovanna Anversa






















































