Barezzi Festival 2026: vent’anni di “ebbrezza musicale” tra teatri storici e nomi internazionali
Il Barezzi Festival compie vent’anni e per la 20ª edizione ha già svelato un primo nucleo di concerti che conferma la sua vocazione per la musica d’autore scelta con cura e l'attenzione alla relazione intima tra artisti, luoghi e pubblico. La stagione 2026 si apre con il motto “20 anni di ebbrezza musicale”, invitando a vivere la musica come esperienza sensoriale e culturale più che come semplice spettacolo.
Una filosofia che attraversa i teatri dell’Emilia
Nato ispirandosi alla figura di Antonio Barezzi, mecenate e sostenitore di Giuseppe Verdi, il festival ha fatto dei teatri storici dell’Emilia (Parma, Busseto, Fidenza, Reggio Emilia) la sua casa ideale, trasformando ogni appuntamento in un momento di ascolto concentrato e di dialogo tra tradizione e ricerca contemporanea. In questa edizione la direzione artistica mantiene la linea di una programmazione “a misura d’ascolto”, dove la qualità della scrittura e l’identità degli artisti contano più della logica del grande evento.
I primi nomi annunciati per il 2026
Sul sito del festival sono già online le date e le sedi dei primi concerti, divisi tra il circuito “BAREZZI WAY” (anteprime e appuntamenti speciali) e il cuore “BAREZZI FESTIVAL” di dicembre. Ecco il quadro finora preannunciato.
BAREZZI WAY – le anteprime
Einstürzende Neubauten
Teatro Valli, Reggio Emilia – sabato 12 settembre 2026, ore 21.00.
Pionieri tedeschi della musica industriale e sperimentale, gli Einstürzende Neubauten portano al Valli un concerto che è anche un viaggio nel suono come materia, con percussioni non convenzionali, oggetti metallici, elettronica e una poetica che ha influenzato generazioni di artisti.
Almamegretta
Earth Hall, Londra – domenica 1 novembre 2026, ore 19.00.
Band napoletana storica, Almamegretta ha attraversato rock, dub, world music e cantautorato con la voce inconfondibile di Tonino Simiello e con testi che mescolano dialetto, impegno e immaginario mediterraneo. La data londinese inserita nel cartellone Barezzi WAY segnala la proiezione internazionale del festival e la sua capacità di seguire gli artisti oltre i confini nazionali.
BAREZZI FESTIVAL – il cuore di dicembre
Il nucleo principale della stagione si concentra tra il 10 e il 13 dicembre 2026, con concerti a Busseto, Parma e Fidenza.
John Grant
Teatro Verdi, Busseto – giovedì 10 dicembre 2026, ore 20.30.
Ex componente dei Czars, John Grant è uno dei cantautori più originali della scena internazionale: voce profonda, testi ironici e taglienti, un incrocio tra piano-ballad, synth-pop e rock. Il suo arrivo a Busseto, in una delle due sole date italiane previste, è uno degli eventi più attesi della stagione.
Sleaford Mods
Teatro Regio, Parma – venerdì 11 dicembre 2026, ore 21.30.
Duo britannico nato dal post-punk e dalla spoken-word, i Sleaford Mods uniscono ritmi essenziali, bassi pulsanti e i testi sarcastici e socialmente acuti di Jason Williamson. Il loro live è noto per l’energia diretta e per una poetica “anti-star” che ben si sposa con lo spirito del festival.
Beyond All Return
“A Tribute to Glen Hansard”
Teatro Regio, Parma – venerdì 11 dicembre 2026, ore 18.00.
Progetto dedicato al cantautore irlandese Glen Hansard (The Frames, The Swell Season), Beyond All Return ne rilegge i brani più celebri in chiave di tributo, mantenendo intatta l’intensità emotiva e la forza narrativa delle sue canzoni. Un appuntamento che si inserisce perfettamente nella vocazione del festival per la musica d’autore e il songwriting.
Sébastien Tellier
Teatro Regio, Parma – sabato 12 dicembre 2026, ore 18.00.
Musicista francese poliedrico, Tellier è passato dalla elettronica sofisticata a un songwriting più intimo, tra influenze francesi, soul e pop minimale. La sua presenza arricchisce il fine settimana barezziano con una cifra stilistica elegante e raffinata.
Peter Hook and The Light
(unica data italiana)
Teatro Regio, Parma – sabato 12 dicembre 2026, ore 21.30.
Fondatore e bassista dei Joy Division e poi dei New Order, Peter Hook porta sul palco The Light per un viaggio nei classici delle due band, con un suono che rispetta gli originali ma li rende vivi per il pubblico di oggi. L’etichetta “unica data italiana” sottolinea il ruolo del Barezzi Festival come approdo privilegiato per progetti speciali.
Arab Strap
(unica data italiana)
Teatro Magnani, Fidenza – domenica 13 dicembre 2026, ore 18.00.
Duo scozzese formato da Aidan Moffat e Malcolm Middleton, gli Arab Strap hanno ridefinito l’indie rock degli anni ’90 e 2000 con testi crudi, autobiografici e ironici, sospesi tra spoken-word e canzoni. Anche per loro il festival offre una tappa esclusiva in Italia.
Gaia Banfi
Borgo Santa Brigida – domenica 13 dicembre 2026, ore 21.00.
Cantautrice italiana emergente, Gaia Banfi rappresenta la nuova generazione del cantautorato con melodie essenziali e un’attitudine intima che ben si adatta a location raccolte come Borgo Santa Brigida, chiuderà in chiave contemporanea il weekend barezziano.
Già da questi primi annunci emergono alcune linee chiare della 20ª edizione: "Internazionalità e unicità", due “uniche date italiane” (Peter Hook and The Light, Arab Strap) e una presenza come John Grant, in una delle sue due sole tappe nel Paese, collocano il Barezzi Festival in primo piano sulla mappa europea. Dalla sperimentazione industriale degli Einstürzende Neubauten al post-punk parlato dei Sleaford Mods, dal songwriting colto di Grant e Tellier alla lezione storica di Hook, fino alla freschezza di Gaia Banfi, il festival tiene insieme ricerca, scrittura e identità forti.
Teatri come parte del racconto: ogni concerto è pensato per un teatro o uno spazio storico, da Reggio Emilia a Busseto, da Parma a Fidenza, confermando l’idea che il luogo non sia solo contenitore, ma elemento attivo dell’esperienza d’ascolto.
Il programma, come anticipato dalla direzione, è destinato ad ampliarsi nelle prossime settimane, ma questo primo blocco basta a tracciare la rotta di un anniversario che punta su qualità, intensità e quella “ebbrezza musicale” che ha accompagnato il festival fin dalle sue origini.
a cura di Stefano Superchi








































