DIVERSI
Cinque film dove il futuro sarà di tutti
Rassegna cinematografica estiva cura di Emanuele Piseri
8 luglio – 5 agosto 2026
Ogni mercoledì alle 21:30
Ritorna la rassegna estiva presso il Museo Diotti di Casalmaggiore (CR).
Il titolo è DIVERSI, cinque film dove il futuro sarà di tutti, ogni mercoledì dall’8 Luglio 2026 al 5 Agosto.
Stessa ora, stesso luogo. Da tanti anni ormai ogni estate il cortile del Museo ospita la magia del Cinema sotto le stelle a Casalmaggiore in estate. Rassegna che festeggia i 18 anni! Sono passati tanti, tantissimi film e i più disparati temi dal cortile del Museo!
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| l'edizione del 2008 |
Ricordo ancora la proposta dell’Assessore Francesco Sanfilippo e ricordo con un certo imbarazzo di aver accettato, non senza aver avvertito un certo senso di vertigine. Da allora è cambiato molto, sono cambiato io, si sono alternate le amministrazioni comunali, è cambiato il mondo, il clima e con tutto questo siamo cambiati tutti. Anche il Museo Diotti, mi vanto un po’, ha acquisito una nuova caratteristica. E’ diventato luogo di cinema, che oramai ha un sapore iconico, viste le richieste che sento man mano arrivare sempre più sovente riguardo all’eventuale programmazione. Richieste di anticipazioni, di quali titoli verranno mostrati, di quali temi si parlerà.
Insomma: è tempo di sentirsi DIVERSI e quale titolo ed occasione migliore per condividere e riflettere su questa parola ricca di significato. Il termine diverso indica qualcosa che non è uguale o simile a un'altra cosa. Significa che c'è una separazione o un cambiamento rispetto a un modello di riferimento. Come aggettivo significa differente, dissimile. Come aggettivo indefinito al plurale significa molti, parecchi. In generale indica una pluralità di significati che portano ricchezza grazie ad un’unicità che evidenzia una distinzione rispetto ad altro. Che può essere o meno percepita, evidenziata, sminuita, accettata.
Quest’anno lo spunto iniziale di riflessione, non scherzo, viene fornito da una canzone che effettivamente non ha nulla di interessante. A volte è proprio nel becero che si trovano spunti per riflettere:
One, two, three, quattro
Esatto, esatto, esatto, esatto
Facciamo tutti dei versi
Siamo una grande tribù
Non siamo tanti DIVERSI
Dai prova a farlo anche tu
Esatto! è anche una citazione che porto scritta su una maglietta regalatami tempo fa da mia moglie Michela. I toni surreali del comico di Luino, noto anche per altri programmi cult e per essersi ritirato ormai molti anni fa dalla produzione televisiva hanno dato il LA al programma di quest’anno. Ed è proprio la frase non siamo tanto DIVERSI che mi ha fatto pensare ed ha azionato la trottola nel cervello.
DIVERSI è una rassegna che pensa a ciò che bisogna accettare dell’altro, ovvero di capire chi è l’altro per poter convivere. Per questo i cinque film parlano di realtà scomode, di verità e di esistenze provenienti da ogni parte del mondo.
Parlano del fatto che come esseri umani non siamo tanto diversi, che dovremmo essere una grande tribù, ma che al momento in cui occorre facciamo delle nostre differenze un motivo di lotta, di sopravvivenza, di sopraffazione e di odio reciproco.
Dunque in questi film il futuro sarà di tutti. In che modo?
8 Luglio - RENTAL FAMILY di HIKARI
Rental Family – Nelle vite degli altri di Hikari, pseudonimo di Mitsuyo Miyazaki, è il nuovo film con Brendan Fraser, presentato alla Festa del Cinema di Roma 2025.
Protagonista della storia è un uomo americano che vive in Giappone e lavora per un’agenzia di “rental family”, interpretando di volta in volta il ruolo di padre, marito o parente per persone che ne hanno bisogno.
Il suo lavoro consiste nel diventare ciò che agli altri manca: una presenza rassicurante, un familiare affidabile, qualcuno con cui condividere momenti importanti. In un Paese in cui l’apparenza sociale e il rispetto delle convenzioni hanno un peso rilevante, questo servizio rappresenta per molti una soluzione temporanea alla solitudine.
Per La grazia del duo Sorrentino Servillo il tema è più scomodo ancora: il ruolo che deve avere un ipotetico (?) presidente della Repubblica nel promulgare una legge sull’eutanasia. Lo stesso a fine mandato è coinvolto in un secondo interrogativo nel concedere la grazia in un caso spinoso. La realtà è scomoda e il quesito è: l’intervento del lato umano della persona di potere può creare problemi di imparzialità? E cambiare la vita di molti? La grazia sarà corrispondente all’intervento del libero arbitrio? Esatto!
15 Luglio - LA GRAZIA di Paolo Sorrentino
Il Presidente della Repubblica Italiana è giunto al suo semestre bianco ed è incerto se chiudere il suo mandato firmando la legge sull’eutanasia. Una cornice ben costruita e ottimi attori per sviluppare una tema così delicato in modo leggero e irresponsabile. In sala Mariano de Santis, Presidente della Repubblica Italiana, è entrato nel semestre bianco. Ha tutto il diritto di rallentare i suoi impegni istituzionali ma ha sul tavolo, pronti per la firma, tre documenti: la legge che introduce l’eutanasia in Italia e due richieste di grazia: un marito che ha ucciso la moglie perché affetta da Alzheimer violento e una donna che ha ucciso a coltellate il marito perché esercitava su di lei continue violenze e soprusi.
Il terzo film è davvero importante e sono orgoglioso di proporlo in questa rassegna in voce originale con i sottotitoli in italiano. La voce di Hind Rajab è una ricostruzione di fatti realmente accaduti che sono stati volutamente insabbiati dal governo Israeliano. In mezzo ai migliaia di altri di questa guerra assurda, ma ben pianificata e non raccontata in modo trasparente. Il film, che ha conquistato il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia , si distingue per una scelta stilistica rigorosa: la voce che si ascolta al telefono è quella reale e straziante della bambina. La guerra è libertà, diceva qualcuno, basta essere dalla parte giusta. Esatto!
22 Luglio - LA VOCE DI HIND RAJAB di Kaouther Ben Hania
Film in lingua originale con sottotitoli in Italiano
29 gennaio 2024. I volontari della Mezzaluna Rossa ricevono una chiamata d’emergenza: una bambina di sei anni, intrappolata in un’auto sotto il fuoco di una sparatoria a Gaza, implora di essere soccorsa. In costante contatto con lei, aggrappati alla sua voce disperata, faranno tutto il possibile per salvarla. Dalla celebrata regista Kaouther Ben Hania, un film potente e ineludibile, vincitore del Leone d’Argento – Gran
Premio della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia e tratto da una sconcertante storia vera. I protagonisti in scena sono tutti interpretati da attori professionisti. Ma la voce che sentiamo al di là del telefono è la registrazione originale della voce di quella bambina. Il suo nome era Hind Rajab. La regista utilizza un approccio quasi documentaristico, privo di facili drammatizzazioni o musiche melodrammatiche, per denunciare il collasso dei soccorsi umanitari e il male morale legato alla guerra.
Un semplice incidente di Jafar Panahi parte da un presupposto che mi piace molto da sempre. Si chiama disobbedienza civile. Tradotto: il regime iraniano punisce con la reclusione il regista. Il regista non ci sta e produce due film senza l’approvazione del governo, affrontando tutti i rischi del caso. È stato il primo film diretto da Panahi dopo la sua incarcerazione nella prigione di Evin durata dal luglio 2022 al febbraio 2023, nonché il suo primo da uomo libero dal 2010, avendo il Tribunale rivoluzionario di Teheran fatto decadere in seguito al suo rilascio sia il bando che gli proibiva di realizzare film sia quello che gli proibiva viaggiare all'estero. Essere DIVERSI significa sapersi distinguere dal passato, nel presente, per il futuro. E nel film lo vedremo distintamente. Esatto!
29 Luglio - UN SEMPLICE INCIDENTE di Jafar Panahi
Come dice il titolo, è proprio un semplice incidente che dà il via alla storia. Quello che costringe un uomo a fermarsi dal meccanico e permette a Vahid di riconoscere chi l’aveva torturato e umiliato quando era in galera, non per ragioni politiche ma perché aveva manifestato contro il ritardo con cui veniva pagato.
Vahid vorrebbe vendicarsi ma non è sicuro che si tratti della persona giusta e allora chiede aiuto a un’altra ex detenuta, per riconoscere chi ha stordito e chiuso nel baule del suo van. Un’identificazione che poi coinvolge anche una coppia di sposini, anche lei era stata in carcere, e un quinto ex prigioniero, Hamid, ognuno dei quali reagisce in maniera diversa, chi volendo passare subito a menar le mani, chi rifiutandosi di usare la stessa violenza che aveva subito.
Ultimo film, Il sentiero azzurro, è un road movie, un romantico cambio di vita al tramonto. Un futuro distopico in Brasile, figlio e proiezione del presente all’epoca di Bolsonaro, in cui gli anziani sono reclusi in una sorta di campi di produzione a fine vita. Il film che mi ha fatto dare il sottotitolo alla rassegna. Il futuro sarà di tutti. Un po’ figlio di Ordem e progresso, ripreso dal più articolato e Comtiano "L'amore come principio e l'ordine come base; il progresso come scopo". In questo film le sfumature contano e le decisioni prese per non omologarsi lasciandosi andare ad un triste destino pure.
Cambiano la vita. O forse è tutto frutto di un’allucinazione individuale e collettiva? Esatto!
5 Agosto - IL SENTIERO AZZURRO di Gabriel Mascaro
Tereza, 77 anni, ha trascorso tutta la sua vita in una piccola città industrializzata del Brasile, fino a quando un giorno riceve un ordine ufficiale dal governo che le impone di trasferirsi in una colonia residenziale per anziani. La colonia è un’area isolata dove gli anziani vengono portati a “godersi” gli ultimi anni della loro vita, liberando le giovani generazioni dal loro accudimento per potere concentrarsi completamente su produttività e crescita. Tereza si rifiuta di accettare questo destino imposto e decide di fuggire per intraprendere un viaggio di riscoperta attraverso il Rio delle Amazzoni e i suoi affluenti, per esaudire un ultimo desiderio prima che le venga tolta la libertà: una decisione che cambierà per sempre il suo futuro.
Un ringraziamento speciale va all’Amministrazione Comunale, al Sindaco Filippo Bongiovanni con cui ogni anno confrontiamo idee e approcci diversi al cinema per una rassegna ricca e mai banale, all’Assessore alla Cultura Marco Micolo e a Roberta Ronda per la preziosa collaborazione in ogni fase della programmazione, come direttrice di produzione e anima del Museo Diotti.
Vi aspettiamo in tanti, diciamolo pure, DIVERSI!
Emanuele Piseri
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