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13 giugno 2026

Buena Vista Social Club, quando la musica non è fatta solo di note e strumenti, ma di cuore e sangue.

 Buena Vista Social Club, quando la musica non è fatta solo di note e strumenti, ma di cuore e sangue.

 



Buena Vista Social Club è uno dei progetti musicali più importanti della storia recente della musica cubana. Non si tratta di un gruppo convenzionale né di una band creata per il successo commerciale, bensì l’incontro di grandi musicisti veterani che recuperano stili tradizionali come il son cubano, il bolero e il danzón, portandoli sui palcoscenici di tutto il mondo.
 

Ry Cooder

Nel 1996 il chitarrista Ry Cooder, assieme al figlio Joachim e al produttore britannico Nick Gould, atterrano a Cuba con un ambizioso obiettivo: portare nel mercato occidentale il meraviglioso sound cubano, che a causa di più di trent’anni di embargo statunitense, da tempo non arrivava oltre oceano. 

 

Egrem Studios - L'Avana

Negli studi Egrem de L’Avana viene radunato il meglio della scena musicale autoctona: vecchie glorie del passato quasi dimenticate come Ibrahim Ferrer, star senza tempo, Compay Segundo e protagonisti dei palcoscenici della Cuba socialista quali Eliades de Ochoa del Cuarteto Patria. Da questa jam-session nacque “Buena Vista Social Club”, disco memorabile, e film omonimo realizzato nel 1998 da, nientepopodimeno che, Wim Wenders

 

Wim Wenders a Cuba


In occasione del trentesimo anniversario andiamo ad indagarne la storia. L’idea iniziale era registrare un album che riportasse alla luce la musica popolare cubana degli anni Quaranta e Cinquanta, un’epoca d’oro che era in parte caduta nell’oblio al di fuori di Cuba. Il nome Buena Vista Social Club viene da uno storico circolo sociale dell’Avana, molto popolare prima della Rivoluzione cubana. In questo club si ballava, si suonava e la comunità si riuniva. Il progetto volle recuperare quello spirito: una musica intima, elegante e profondamente umana. Come già accennato, Ry Cooder, che ha avuto l’intelligenza di riunirli e registrarli e il rispetto lasciare a loro tutto il protagonismo, ne è l’ideatore e il produttore.

 


Facciamo una parentesi: chi è Ray Cooder?
Musicista, chitarrista e produttore statunitense, nato nel 1947, è uno dei massimi esperti mondiali di musica “roots”, blues, folk, country, Tex-Mex, musica cubana e africana. Non è una pop star e non ha mai voluto esserlo. È piuttosto il tipo di musicista che viene chiamato quando si vogliono fare le cose per bene. Chitarrista eccezionale, famoso per la sua padronanza della slide guitar, ha collaborato con leggende come Muddy Waters, Ali Farka Touré e Johnny Cash, tra molti altri. Ha inoltre composto colonne sonore cinematografiche diventate leggendarie, come Paris Texas con “quel suono di chitarra indimenticabile”.
 


Il primo album, Buena Vista Social Club viene registrato nel marzo del 1996 negli studi EGREM all’Avana in soli sei giorni, dato sorprendente se si considera la qualità e l’importanza storica del disco. La registrazione avviene su nastro analogico, non in digitale, Ry Cooder voleva un suono caldo e naturale, senza correzioni artificiali. Molti brani sono registrati almost live: tutti i musicisti suonano contemporaneamente.


 

Joachim Cooder

Il progetto fu artistico e socioculturale, ma diede adito anche ad altro, a qualcosa di umanamente coinvolgente, emozionante, unico. Ripercorriamo alcuni aneddoti: diversi musicisti non si vedevano da decenni prima di entrare in studio, lasciamo immaginare l’eccitazione! Rubén González era rimasto per anni senza possedere un pianoforte, ma registrò con sorprendente naturalezza e maestria, i fuoriclasse si sa, restano tali anche se non praticano da tempo.

 

Rubén González 

Incredibile fu la sorte di Chan Chan, la canzone più famosa dell’album, che esisteva da anni ma nessuno immaginava che sarebbe diventata un successo mondiale. Il progetto originale prevedeva la partecipazione di musicisti africani che non poterono viaggiare a causa di problemi di visto. Questo portò alla registrazione dell’album esclusivamente con musicisti cubani, definendone l’identità per sempre. Al termine delle sessioni, nessuno si aspettava un successo internazionale, infatti il disco, era stato concepito come un omaggio alla musica cubana dimenticata per anni, non come un fenomeno globale.

 

Ibrahim Ferrer


E così Buena Vista Social Club riunì alcune delle autentiche leggende della musica cubana: Compay Segundo, cantante e suonatore di tres, simbolo del son cubano, Ibrahim Ferrer, voce profonda ed emozionante definita da Ry Cooder “rara e preziosa”, Rubén González, pianista brillante, fusione di tradizione cubana e jazz, Omara Portuondo, la grande dama della canzone cubana e l’unica donna del gruppo originale, Eliades Ochoa, chitarrista e cantante, rappresentante della musica rurale cubana, Orlando “Cachaíto” López, contrabbassista e colonna ritmica del gruppo, Barbarito Torres, Pío Leyva, Puntillita, tra gli altri.

 

Orlando “Cachaíto” López

La maggior parte di loro sono musicisti veterani che hanno alle spalle carriere importanti a Cuba, ma con scarsa proiezione internazionale.
Sebbene il progetto non abbia una discografia molto ampia, il suo impatto è stato enorme, nel ’97 esce l’album originale, con classici come Chan Chan, Dos gardenias ed El cuarto de Tula ed è subito successo mondiale, guadagnando pure un Grammy Award. Grazie al marchio Buena Vista Social Club diversi musicisti hanno poi inciso album solisti, tra cui Ibrahim Ferrer, Rubén González e Compay Segundo. Nel 1998 il live al Carnegie Hall di New York è un successo senza precedenti per dei musicisti cubani.

 

Omara Portuondo and Ibrahim Ferrer at 1998 Carnegie Hall performance 

Infine, la ciliegina sulla torta: il documentario di Wim Wenders del 1999 che mostra al pubblico non solo la musica, ma anche la vita e la personalità degli artisti. Wenders, si sa, non è uno qualunque e ovviamente dà un apporto importante alla riuscita del progetto di Cooder, mostrandoci come scorre la musica a Cuba, la sua storia, le sue radici, la sua gente, la sua terra. Wenders racconta questa favola a lieto fine alternando le interviste ai singoli componenti del gruppo con le scene dei concerti e le prove in studio dei diversi brani musicali.

 


Sulle note di Chan Chan, Dos Gardenias, El Carrettero, Chattanooga Choo Choo, Veinte Anos, Candela, Quizas Quizas Quizas, scorrono le immagini delle strade de L’Avana colte in presa diretta, riportando intatto il senso di quei luoghi. L’atmosfera è insieme decadente e gioiosa come di chi affronta il proprio destino con coraggio: vediamo edifici fatiscenti, mercati improvvisati, linee ferroviarie tortuose, bambini che giocano per strada, ragazze che cantano, interni di dignitosa povertà. La musica diventa un’ancora di salvezza, il canto un modo per elaborare le perdite, il ballo un resistente inno alla vita.

 


 

Così veniamo colpiti dai racconti di Ibrahim Ferrer sulla sua infanzia difficile, dalla abilità tecnica di un pianista come Ruben Gonzales attorniato dalle bambine di una scuola di danza, dal rum e dal sigaro che sembrano donare longevità a Compay Segundo. Ry Cooder sorride ammirato e orgoglioso della sua scoperta insieme al figlio percussionista Joachim. Quando la cinepresa ruota attorno al duetto tra Ibrahim Ferrer e Omara Portuondo che cantano Silencio, la loro commozione è inevitabile.

 


L’apice viene raggiunto nel racconto del viaggio a New York di questo gruppo di ultraottuagenari artisti cubani che guardano le vetrine della 7th Avenue e non riconoscono i volti dei presidenti o di altre celebrità come se per loro la storia si fosse fermata all’inizio degli anni ’60. L’esito è pazzesco, Buena Vista Social Club raggiunge e tocca qualcosa di eccezionale: rivaluta la musica tradizionale cubana a livello mondiale, dimostra che i musicisti anziani possono essere protagonisti del successo e influenza nuove generazioni di artisti e ascoltatori. Oggi molti di quei musicisti sono scomparsi, ma la loro eredità è ancora viva. Omara Portuondo ed Eliades Ochoa restano i rappresentanti viventi più importanti del progetto originale.

 



Non fu una moda passeggera né un semplice prodotto commerciale. Fu un incontro irripetibile di talento, memoria e autenticità, un progetto che ha ricordato al mondo che la musica sincera non conosce età né confini.
Il locale Buena Vista Social Club, dove si esibivano artisti afro-cubani che suonavano e cantavano il bolero, il danzòn e il son cubano, attivo dal 1932, nel 1959 comincia a perdere popolarità chiudendo definitivamente nel 1962. I suoi artisti si dispersero inventandosi altri mestieri per sopravvivere, fino a quando due fuoriclasse sognatori e visionari come Ry Cooder e Wim Wenders, decidono di riportare nel mondo l’eternità di una musica ricca di elementi identitari, una musica sanguigna e passionale “una música no solo hecha de notas e instrumentos, sino de corazón y sangre”.


Giovanna Anversa

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