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06 settembre 2026

Un Maestro di Vita: Guido e il suo viaggio oltre la cattedra

 Un Maestro di Vita: Guido e il suo viaggio oltre la cattedra

 

Guido Rubini (autoritratto)

C'è chi insegna solo con i libri e chi insegna con la vita, la passione e una valigia piena di sogni da far volare. Dopo anni trascorsi a trasformare l'aula in un laboratorio di meraviglie, quest’anno, nella scuola primaria di Vicomoscano, non ci sarà il Maestro Guido ad accogliere i bambini con la chitarra: dopo anni dedicati allo sviluppo e alla formazione di piccole donne e piccoli uomini Guido Rubini va in pensione.

Artista poliedrico oltre che maestro, sognatore a cui non è mai mancata la concretezza, con lo sguardo al cielo e i piedi in terra, è stato per tanti bimbi un punto di riferimento capace di guardare lontano.
 

 


Una scuola che profuma di terra e libertà, è sempre stato il suo modo di viverla e proporla, una scuola dove i banchi non sono confini, ma tavoli rotondi attorno ai quali sedersi tutti insieme come un’unica comunità. Nello stile dei grandi educatori, Guido ha sempre creduto che per far crescere i bambini servisse spazio, movimento, fantasia, pazienza, ascolto, qualche regola, buoni esempi e concretezza. Oltre alle materie curriculari, per le quali esigeva attenzione e impegno, ha saputo organizzare attività a latere che hanno dato ai bambini emozioni molto più potenti di una pay TV dai programmi preconfezionati o degli scroll di uno smartphone.

 



L’importanza di infilare le mani nella terra: con il progetto dell'orto scolastico i bambini hanno imparato la pazienza, il rispetto per la natura e la magia del ciclo delle stagioni, scoprendo che ogni seme ha bisogno di cura per germogliare, proprio come un bambino. E così, una piccola serra nel cortile della scuola, dove fragole, zucchine, insalata e barbabietole da semi diventavano piante, fiori e frutti, diventava luogo di cura, di stupore e di emozioni.

 


Non ha fatto mancare laboratori all’aperto, gite in paesi e cittadine e visite nelle aziende agricole, in golena, da cui tornare bagnati di pioggia o sporchi di fango e terra, a dispetto delle odierne teorie per le quali i bambini non si devono sporcare. Una didattica quella di Guido col fascino dell’avventura per toccare con mano la realtà unendo la teoria alla vita vissuta.

 



Le classi di Guido non risuonavano del baccano di monelli turbolenti ma di note, musica e canto, di ritmi e parole importanti. Chitarrista e cantautore ha fatto della musica uno strumento quotidiano per apprendere il valore dell’amore e del rispetto, della bruttura delle guerre, della bellezza della natura. Attraverso testi di De André e Bob Dylan, dei canti popolari e rurali le emozioni scorrevano come elettricità lungo i cavi quando si accende l’interruttore. Dalle canzoni popolari che raccontano le radici del territorio ai grandi brani cantautorali capaci di far riflettere anche i più piccoli, dalla Guerra di Piero, Blowin' in the Wind, Imagine, l’Uva Fogarina e Vitti 'Na Crozza, la “Vico Band”, composta da piccoli artisti, ha calcato anche qualche palcoscenico fuori porta.

 


E se la musica e l'arte sono la voce della comunità, non poteva mancare il teatro, altro potente mezzo educativo: a fine anno i bambini hanno indossato i panni di altri, si sono calati in altre vite, vincendo la timidezza sul palcoscenico del nostro splendido teatro, che ha fatto la sua parte nel far vibrare la loro sensibilità
Ciò che ha reso prezioso e unico il percorso del Maestro Guido è l'attenzione profonda verso ciascuno e il rispetto del carattere e delle inclinazioni di ogni bimbo. Nella sua classe non esistevano gli ultimi, gli stranieri, i ribelli, ma solo bambini, ognuno con le sue fragilità, le sue esigenze, il suo talento, la sua forza. Le differenze, le diversità erano visti come elementi di arricchimento e di scambio da coltivare, accettare e capire affinché la classe fosse colorata ed unita negli intenti. 

 


 

L'inclusione non è mai stata una parola scritta o pronunciata perché si deve, ma un abbraccio quotidiano fatto di ascolto, rispetto, aiuto, solidarietà, affinché ogni bimbo entrasse a scuola come in un rifugio sicuro, come piccoli apprendisti nell’officina della vita.

Guido ha davvero insegnato ai bambini che la diversità è una ricchezza, che la pace è un valore per il quale non ci si deve stancare di combattere, che l’altro è solo l’immagine riflessa di sé stessi, che l’altro ha le tue stesse paure, i tuoi stessi sogni, il tuo stesso bisogno d’amore.
Sviluppare un approccio autorevole e non autoritario è stata sempre la ricetta che lo ha reso un punto di riferimento di cui fidarsi e non da temere in quanto autorità, che ha saputo guidare con fermezza e rispetto, creando un ambiente sicuro, non giudicante, in cui i bambini potessero sentirsi liberi di esprimersi, sognare ed essere sé stessi.




La didattica del Maestro Guido, e di tutto il corpo docenti della splendida scuola quale è la primaria di Vicomoscano, è composta da ricette semplici:
Ascolto: ascoltare le idee e i punti di vista dei bambini affinché sentano che il loro pensiero ha valore e che la loro partecipazione è importante.
Regole condivise e trasparenti: poche regole chiare e uguali per tutti, spiegate con chiarezza in modo che vengano percepite come tutela e non come imposizioni arbitrarie.
Fermezza unita a calore umano: una delle carte vincenti del Maestro Guido e della scuola tutta di Vicomoscano, è la coerenza nello stabilire paletti oltre i quali è meglio non andare senza ricorrere a punizioni, ma offrendo una guida stabile e rassicurante davanti ai loro errori, gli sbagli non sono fallimenti da punire ma occasioni preziose di apprendimento e crescita collettiva.
Spazi per la creatività: non solo un’aula ma anche il cortile, le gite nella natura, non solo grammatica, storia e matematica ma musica, poesia e teatro attività che incoraggiano il pensiero laterale, l'espressione artistica ed emotiva e l’apprendimento libero grazie all’incontro con ciò che è vero e non virtuale, per scoprire che il confine tra immaginazione e realtà è molto sottile.


E mentre la campanella suona l'inizio di un nuovo anno scolastico, i semi piantati dal Maestro Guido continueranno a crescere grazie a colleghe e colleghi che con lui hanno sempre condiviso il rispetto, l’inclusione l’apprendimento e la cultura come frutto della libertà di espressione.


Giovanna Anversa


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