Musica, parole e osteria: a Casalmaggiore il grande omaggio a Francesco Guccini
Le note intramontabili di Francesco Guccini hanno risuonato lungo le sponde del Grande Fiume, regalando una serata di pura poesia e nostalgia. Venerdì 18 settembre 2026, la Polisportiva Amici del Po si è trasformata nella cornice bucolica ideale per ospitare “ARRIVEDERCI MAESTRO! - D'amore, di morte e di altre sciocchezze”, un sentito tributo al "Maestrone" della canzone d'autore italiana.
Con il grande fiume, come sempre silenzioso e suggestivo, che lo avverti anche di notte quando è nero, l'atmosfera ha richiamato lo spirito delle vecchie osterie care a Guccini: un clima amichevole, semplice e allegro, capace di accorciare ogni distanza tra il palco e la platea. A dare vita ai capolavori del cantautore modenese sono state quattro chitarre e altrettante voci, capaci di emozionare il folto pubblico presente.
Giancarlo Roseghini ha guidato la narrazione musicale interpretando i brani con una timbrica profonda, che a molti ha ricordato la storica voce di Augusto Daolio, arricchendo l'esibizione con preziosi momenti di approfondimento per spiegarne la complessa poetica. La scaletta ha toccato le corde più profonde dell'anima: tra "Bologna" e "Auschwitz", tra "Incontro" e "Il Vecchio e il Bambino", la poesia di Francesco è tornata ad alzare il pelo e ad inumidire gli occhi, mentre la sua grandezza volava nell'aria accarezzando tutti.
Al fianco di Roseghini, una formazione di grande livello ha sorretto la struttura acustica del concerto: Guido Fiammeni ha intrecciato chitarra e armonica a bocca, mentre Pierluigi Pasotto e Stefano Savazzi hanno sostenuto l'impalcatura melodica con le loro chitarre e voci.
La vera sorpresa della serata è stata però il giovanissimo Leon Savazzi. A soli sedici anni, il ragazzo ha letteralmente incantato il pubblico sfoggiando virtuosismi alla chitarra da vero fuoriclasse, dimostrando un talento raro e maturo che ha strappato applausi a scena aperta.
Il pubblico, caldo e numeroso, ha risposto con immenso entusiasmo, cantando e condividendo una serata che ha celebrato non solo la musica, ma il modo di intendere la vita con le sue emozioni attraverso lo sguardo di Guccini, scoprendo che in fondo è anche il nostro.
Ogni tanto la vita regala al mondo un gigante per salvarci dall'amore, dalla morte e da altre sciocchezze, diversamente saremmo dei replicanti. Queste creature ultraterrene hanno il potere straordinario di superare il tempo, rendendo immortali le loro parole, la loro arte.
C'era tanta commozione tra i presenti, la stessa che si respira nelle tante piazze ancora piene di persone pronte a cantarlo e a ringraziarlo. Un groviglio di emozioni vere: tristezza, lacrime, malinconia, incredulità, ma sopra ogni cosa la felicità profonda di averlo avuto nella propria vita.
Gli eroi son tutti giovani e belli !!
Giovanna Anversa

















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