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02 dicembre 2025

Moda e pubblicità in Italia (1950-2000). La nostra inviata nell'Arte

 Moda e pubblicità in Italia (1950-2000)

La nostra inviata nell'Arte

 



La Fondazione Magnani-Rocca presenta l'evoluzione pubblicitaria della moda in Italia dagli anni '50 ai primi anni 2000 attraverso un percorso espositivo creato da disegni, stampe e fotografie.


 


Dalla seconda metà del '900, si assiste ad un periodo storico di profonde trasformazioni per l'Italia: dal miracolo economico, che ha creato un'industria della moda all' avanguardia, fino alla globalizzazione. La pubblicità diventa non solo uno strumento di vendita, ma uno specchio dei tempi, capace di interpretare o addirittura anticipare tendenze sociali e culturali.
 


In questo contesto la rappresentazione dell'immagine femminile, a differenza di quella maschile, ha avuto un cambiamento travolgente. All' inizio, attraverso stampe e disegni, la donna è vista come la protagonista della casa, rassicurante e sobria nella sua eleganza. Non c'è alcun cenno di sensualità esibita.
 


Nel 1966 Mina presta voce e volto alla campagna pubblicitaria di Barilla. Nei video originali dell' epoca, dei quali la mostra offre visione, si vede una donna avvolta da abiti sinuosi, dalle linee eccentriche, che suggeriscono un corpo sensuale.

 


Gli abiti originali, indossati dalla cantante per queste campagne pubblicitarie, fanno parte del percorso espositivo e guidano gli ospiti della mostra verso immagini femminili dove la componente erotica è sempre più evidenziata.
 


 

Negli anni '70 inizia un processo, con ironia e soprattutto provocazione, che rende i protagonisti delle campagne pubblicitarie sempre più sessualmente esposti.
 

 



Verso la fine degli anni '80 i grandi marchi, non solo dell' abbigliamento ma di tutto ciò che rappresenta il lusso, scelgono come testimonial le top model, icone di bellezza patinata e irraggiungibile. Diventano modelli di riferimento, rischiando di relegare in secondo piano il prodotto da pubblicizzare.
 

 

E oggi, qual'è la direzione che abbiamo intrapreso? Dove stiamo andando? È la domanda che mi pongo alla fine del percorso espositivo. L'immagine pubblicitaria è sempre più affidata allo strumento dell'Intelligenza Artificiale, in un continuo alternarsi di realtà e finzione. I protagonisti delle campagne pubblicitarie, sia maschili che femminili, diventano il risultato di un processo di ricerca artefatta di perfezione che conduce sempre più lontano dalla realtà. Aumenta la difficoltà di immedesimazione, tradendo così il fine ultimo delle strategie di marketing.

 


 

Consiglio vivamente la visita di questa mostra, dove atmosfere vintage accentuano il sapore nostalgico. Per quanto mi riguarda mi sono lasciata riportare agli anni della mia adolescenza, complici le coloratissime stampe di Fiorucci e Versace, che hanno accompagnato i miei timidi approcci al variegato mondo della moda.

 


La mostra rimarrà aperta fino al 14 dicembre 2025.

Elisa Riva

 






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