La notte in cui volammo con la Befana, tra piume di corvo e raggi di luna
Di tutti i personaggi che portano doni ai bambini la Befana è la mia preferita.
Vive in una vecchia casa di pietra nascosta tra le colline, circondata da un giardino pieno di erbe aromatiche e fiori selvatici. All'interno arredi di legno e velluti, camino, stufa, letto a soppalco e.... un vero e proprio laboratorio di magia, pieno di oggetti strani e meravigliosi.
La Befana non è bella come una fata, ma ha un fascino tutto suo. I suoi capelli sono grigi e male arricciati, come le radici di un vecchio albero, e i suoi occhi brillano di una luce intensa e curiosa. Indossa un lungo mantello nero, un cappello a punta, viaggia sempre su di una scopa.
Anche se somiglia più a una strega che a una fata, non è cattiva, ha solo un carattere forte, indipendente e non bada né alle mode, né al progresso. Ama viaggiare sulla scopa, esplorare il mondo e scoprire nuove cose. La sua scopa è un oggetto magico, col manico di legno di quercia e un pennacchio di piume di corvo, la porta in poco tempo in tutti i posti in cui lei voglia andare. Può volare alta nel cielo, superare le montagne e scendere nelle valli, tutto con un semplice tocco della mano.
La Befana ama i bambini e ogni anno, la notte dell'Epifania, vola sulla sua scopa e lascia loro regali, leccornie e importanti insegnamenti attraverso segni non comprensibili agli adulti. Ma non è solo una semplice portatrice di doni, è anche una saggia, una guaritrice, una affascinante fattucchiera. Conosce le proprietà delle erbe e dei fiori, e può curare le malattie e le ferite con un tocco della sua mano.
È un personaggio curioso, ama ascoltare storie e leggende, ha un animo poetico, è affascinante e misteriosa, suscita da sempre curiosità, mistero, rispetto e ammirazione.
L'altra notte, la Befana volava sulla sua scopa, con il vento che le scompigliava i capelli e il mantello che svolazzava dietro. Era la notte del 5 gennaio, e come ogni anno, stava portando i regali ai bimbi e non vedeva l'ora di vedere le loro facce felici.
Mentre volava, notò tre fratellini che si erano persi nel bosco. Erano spaventati così la Befana si affrettò a scendere con la sua scopa per aiutarli.
"Non piangete", disse con la sua voce calda e rassicurante. "Sono qui per aiutarvi. Cosa vi è successo?"
I bambini spiegarono che si erano persi mentre, nel pomeriggio, erano andati nel bosco a raccogliere i frutti per la torta ma non trovavano più la strada di casa.
Li fece salire sulla sua scopa, e insieme volarono sopra il bosco, guardando il paesaggio illuminato dalla luna, le case piccole, le strade che sembravano strisce tracciate con un gesso, i camini fumanti. Seppur inverno, il vento era caldo e i bambini ridevano e gridavano di gioia mentre la Befana sentiva il suo cuore riempirsi di calore.
Dopo un po' la Befana indicò una casa con il camino che sputava una nuvola bianca: "È quella la vostra casa" - disse - andate dentro e dite a alla mamma che la Befana vi ha portato a casa sani e salvi".
I bambini la ringraziarono e scesero dalla scopa correndo verso la porta di casa, lei li guardò con un sorriso di chi conosce come va il mondo e si allontanò, pronta a continuare il suo giro di regali. Una volta in casa i bambini si resero conto che nessuno si era accorto della loro assenza e che la notte non era ancora passata, le luci erano spente e i genitori dormivano della grossa. Si infilarono sotto le coperte, e data la giornata intensa, il sonno li travolse. Si svegliarono al mattino con una strana sensazione di leggerezza e corsero di sotto, ansiosi di guardare cosa ci fosse nelle calze, ma soprattutto ansiosi di raccontare ai genitori la loro esperienza. Papà e mamma sorrisero, felici che i loro bambini avessero una fantasia così vivace, mentre dalle calze appese al camino ...., un ciuffo arruffato, un nasone a becco d'aquila e mani dalle unghie appuntite li salutavano."
Giovanna Anversa













































