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09 agosto 2025

Gianni Berengo Gardin, il fotografo che ha fatto dell’occhio un mestiere

 Gianni Berengo Gardin,

il fotografo che ha fatto dell’occhio un mestiere


In oltre settant’anni di carriera ha documentato la società, entrando in fabbriche, ospedali psichiatrici, cantieri, sempre devoto alla verità dello scatto. Ci lascia all’età di 94 anni.

 


“Sono solo un testimone di quello che vedo. Cerco di essere il più obiettivo possibile, fotografando la realtà. Per me l’importanza della fotografia è la documentazione, la testimonianza, come eravamo in quel momento.” 

L'arte della fotografia pur riconoscendone il grande valore, non è tra le forme d'arte che io amo di più. Le foto di Gianni Berengo Gardin a differenza di tante altre, seppur opera di grandi fotografi, sono le uniche che sempre mi hanno fatto girare la testa e bloccare lo sguardo su di esse. Tanto si può dire di questo gigante dello scatto, ma quello che ha colpito me è la capacità, quale che fosse il contesto che immortalava, di catturare e restituire all'occhio di chi osserva solo e soltanto la verità.

Giovanna Anversa 

 



“Il mio lavoro non è assolutamente artistico e non ci tengo a passare per un artista, l’impegno stesso del fotografo non dovrebbe essere artistico, ma sociale e civile”.

Così si definiva Gianni Berengo Gardin, fotografo artigiano con l’esigenza e la capacità di raccontare il suo tempo con lo sguardo attento, consolidato in settant’anni di carriera.



Classe 1930, nato il 10 ottobre a Santa Margherita Ligure, Berengo Gardin scompare all’età di 94 anni, maestro indiscusso del bianco e nero applicato alla fotografia di reportage e di indagine sociale, dal dopoguerra in poi.



La fotografia per lui è stata, innanzitutto, un lavoro di documentazione, pur senza mai rinunciare al filtro dell’ironia e ai dettagli spiazzanti nella composizione. Al  centro della scena sempre l’uomo che abita uno spazio sociale, arricchita dalla descrizione del contesto, dei fatti della collettività.
 


Inizia a fotografare nel 1954, scegliendo come base la città di Milano, dove apre il suo studio, luogo di riflessione ed elaborazione. Il periodo di formazione, dopo una breve parentesi parigina con di Doisneau, lo trascorre a Venezia, città a cui sente di appartenere (per discendenza paterna): in Laguna si avvicina fin da subito al circolo fotografico La Gondola e a Venezia tornerà a più riprese, passando per la contestazione alla Biennale del 1968, fino al progetto sulle grandi navi datato 2013.

 



A Milano la sua carriera decolla, collabora con numerose riviste tra cui Il Mondo di Mario Pannunzio (tra il 1954 e il 1965, con oltre 260 fotografie pubblicate) e le maggiori testate giornalistiche italiane e straniere come Epoca, Domus, Time, Le Figaro, Stern. L’approccio alla poetica del fotoreportage è mediato, all’inizio degli Anni Sessanta, da un contatto con Cornell Capa (fratello di Robert), che gli fornisce alcuni libri dei fotografi delle agenzie Life e Magnum. Ma il suo lavoro, scrupoloso e attento alla vita quotidiana, sarà molto richiesto anche nel mercato della comunicazione d’immagine.



Fotografo eclettico, apprezzato a livello internazionale, e' stato spesso accostato a Henri Cartier-Bresson per il lirismo della sua fotografia. Ma e' lui stesso a negare questo accostamento, pur ribadendo il rispetto per Bresson : "Mi dicono spesso che sono il Cartier-Bresson italiano, in realtà sono il Willy Ronis italiano, anche se una delle cose di cui più mi vanto è la dedica in cui Henri Cartier-Bresson mi scrive: “A Gianni Berengo Gardin con simpatia e ammirazione”. Avere l’ammirazione di Cartier-Bresson è il massimo, poi si può morire in pace".




I numeri della sua attività espositiva ed editoriale sono importanti, oltre trecento mostre personali in Italia e all’estero, si è dedicato per tutta la vita alla realizzazione di libri fotografici, collaborando anche con altri grandi autori del suo tempo, da Basilico a Scianna. Nei suoi oltre 250 volumi emerge l’interesse per l’indagine sociale. Dal 1966 al 1983, in collaborazione con il Touring Club, pubblica una serie sull’Italia e sui Paesi europei.



 

Del ’68 è invece il volume Morire di classe, uno dei lavori più forti, decisi e importanti della storia del fotogiornalismo italiano, un reportage sui manicomi italiani che dette risalto alla battaglia combattuta a quel tempo da Franco Basaglia.  Quella documentazione, condotta da Berengo Gardin insieme a Carla Cerati  fu per l’Italia un vero choc. La fotografia entrava di prepotenza all’interno di strutture proverbialmente chiuse e faceva luce sulle situazioni che fino a quel momento non dovevano essere mostrate. 

 





 

“Si era nel Sessantotto. Franco Basaglia si batteva per la chiusura dei manicomi e insieme a Carla Cerati, fotografa milanese, avevamo realizzato delle fotografie per L’Espresso sui manicomi. Vedendole, Basaglia rimase allibito. Si trattava di fotografie mai viste prima in Italia. Così, abbiamo deciso di farne un libro, Morire di classe, che, con l’aggiunta di testi di Basaglia, ha fatto conoscere all’Italia le condizioni tragiche di questi malati.”



Ma Berengo Gardin ha toccato anche il problema legato al passaggio delle grandi navi nella sua amata Venezia, che lo hanno portato al centro di un aspra polemica con il sindaco della Serenissima.



Tra i lavori più significativi dell’attività di foto-giornalismo di Berengo Gardin bisogna ricordare i reportage dai luoghi del lavoro, realizzati per Alfa Romeo, Fiat, Pirelli e, soprattutto, Olivetti (con cui collaborò per 15 anni).

 


Sarà il fotografo delle lotte operaie, dell’emarginazione e della diversità (ricorrente l’interesse per la cultura Rom), ma anche ritrattista di talento, fotografando amici celebri come Dario Fo, Ettore Sottsass e Ugo Mulas.

 




Fu un curioso esploratore del territorio, dai borghi rurali alle risaie della Pianura Padana, alle grandi città. Applicherà la sua capacità documentaristica anche agli scatti di cantiere, per Renzo Piano, con cui ha sviluppato una lunga collaborazione, o durante la realizzazione del MAXXI a Roma.




Anche le fotografie di baci per cui e' famoso, hanno in realta' un retroscena che svela  la volontà di analizzare un fenomeno sociale: "Quando ero giovane in Italia era proibito baciarsi in pubblico, ti potevano arrestare per oltraggio al pudore. Così, quando sono arrivato a Parigi, dove tutti si baciavano continuamente, sono diventato un guardone. Mi sembrava così strano che la gente potesse baciarsi dovunque: in strada, in autobus, in treno, che ero invidioso e avido di rubare queste fotografie di baci e la sensibilità per i baci mi è un po’ rimasta attaccata, come se fosse ancora proibito farlo in pubblico. Ma l’idea romantica del bacio rubato, mi è comunque rimasta, come una volta, quando i baci si rubavano e questo mi interessava moltissimo”.




Nel suo sconfinato catalogo anche gli scatti che documentarono L’Aquila ferita dal terremoto.



Perché l’occhio di Gianni Berengo Gardin, quando era necessaria una testimonianza diretta, è sempre stato presente.

Stefano Superchi




06 agosto 2025

INSOLITO FESTIVAL, a Parma dal 29 Agosto

INSOLITO FESTIVAL

Dodicesima Edizione

PARMA, 29 Agosto - 21 Ottobre 2025

 


 Presentata la dodicesima edizione di Insolito Festival, a cura di Micro Macro ETS, che si svolgerà a Parma e provincia dal 29 agosto al 21 ottobre.

 



Il titolo di questa edizione, Sobbarcarsi tutta questa fatica, prende in prestito le parole della scrittrice Premio Nobel Han Kang per dichiarare, in un momento in cui il settore culturale è fortemente minacciato dai tagli ministeriali, un desiderio ancora più forte di essere un luogo di creazione per forme di relazione con la comunità, lasciando che siano le diverse declinazioni delle arti performative ad accogliere e trasformare le fatiche del presente. Nonostante le difficoltà, Insolito Festival continua ad interrogarsi sul proprio ruolo di soggetto culturale che fa dell’esercizio all’immaginazione, al dialogo e allo scambio, al ragionamento critico e poetico le proprie linee progettuali. Le voci degli e delle ospiti questa dodicesima edizione, curata da Beatrice Baruffini e Riccardo Reina, offrono intuizioni e prospettive inedite da cui osservare il reale, capaci di spostarci verso luoghi mai comodi e certi, per portarci nell’inatteso e imprevedibile.

 


Tra opere prime e attesi ritorni, tra artisti e artiste che hanno segnato la storia del teatro contemporaneo e giovani realtà che vi si affacciano per la prima volta, Insolito Festival 2025 si configura come progetto artistico diffuso in città, connette centri e periferie, si allarga a nuove collaborazioni, in dialogo con un territorio locale e nazionale, per rafforzare complicità e reti, rivolgendosi a un pubblico intergenerazionale e multiculturale.

La dodicesima edizione è stata resa possibile dalla rinnovata fiducia dimostrata da istituzioni locali e regionali, da finanziatori privati e da numerosi partner che partecipano alla realizzazione del progetto: il Comune di Parma, il Comune di Montechiarugolo la Fondazione Monteparma, Conad Centro Nord, Università di Parma, Il Rumore del Lutto Festival, Lenz Fondazione, Casa delle Donne di Parma.
 


 

Ad inaugurare il festival sarà Marta Cuscunà con The Beat of Freedom, reading tratto da Io sono l’ultimo. Lettere di partigiani accompagnato da sonorità rock e con traduzione simultanea in LIS (29 agosto ore 21:30, Spazio Malerba). Il giorno successivo, l’artista sarà protagonista di un incontro pubblico in dialogo con la ricercatrice Francesca Di Fazio per presentare il volume dell’artista Sguardi di specie. Una trilogia ecofemminista e riflettere sui temi dell’eco-femminismo e della narrazione politica (30 agosto ore 11, Casa delle Donne di Parma).
 


Nicola Borghesi, rappresentante della bolognese Kepler-452, e Niccolò Fettarappa, giovane autore e attore già applaudito da critica e pubblico, porteranno in scena Uno spettacolo italiano, riflessione ironica e tagliente di due artisti di teatro che si ritrovano a vivere in un’Italia nuova, in cui non c’è più spazio per i loro spettacolini di sinistra. Capiscono che per loro non c’è via di scampo: devono diventare artisti di destra. Il problema è che loro, la destra, non la conoscono bene. Si domandano cosa sia, e che confini abbia (5 settembre ore 21:30, Spazio Malerba). 

 


In collaborazione con Il Rumore del Lutto Festival, quest’anno incentrato sul tema de “L’invisibile”, Foresto di Babilonia Teatri (Leone d’argento alla Biennale di Venezia 2016) indagherà il concetto di “straniero” attraverso un linguaggio performativo che irrompe nel testo di Bernard-Marie Koltès e mescola dialetto veronese, lingua dei segni, inglese, musica elettronica e poesia scenica (spettacolo con traduzione simultanea in LIS, 10 ottobre ore 21, Teatro Anna Frank).
 

 

Grande attesa anche per il ritorno del duo svizzero Trickster-p, con Eutopia, un’esperienza immersiva tra teatro, gioco e immaginazione, che trasformerà la Sala Civica del Parco Bizzozero in uno spazio di riflessione condivisa sulla coesistenza tra umano e non umano, un grande tavolo da gioco dove rimettere in discussione vecchi modelli biologici, ecologici e antropologici (Sala Civica Cittadella – Parco Bizzozero, 4 e 5 ottobre ore 18:30 e 21, 6 ottobre ore 11). 

 



Il festival festeggerà inoltre i vent’anni di attività di una delle compagnie più rappresentative e amate del contemporaneo, da sempre complice di Insolito: a Sotterraneo, vincitori dei più importanti premi e riconoscimenti nazionali e internazionali, di ritorno da tournée all’estero e in Italia, il Festival dedica un doppio appuntamento. Il primo, DJ SHOW. Twentysomething Edition, è una festa tutta da ballare a ritmo smodato e drammaturgia pop rock, dove happening teatrale e performance si contaminano ad atmosfere da locali notturni e spettatori e artisti si mischiano (ColonneVentotto, 14 settembre ore 19).

 


 Il secondo, in collaborazione con Fondazione Teatro Due, è il pluripremiato L’angelo della storia, Premio Ubu Miglior Spettacolo 2022 e recentemente nominato in Cina miglior spettacolo internazionale al 壹戏剧大赏 One Drama Awards 2025. Ispirato all’ultimo lavoro di Walter Benjamin, l’opera mette in fila una serie di paradossali aneddoti storici cuciti da una raffinata e intelligente drammaturgia per immagini e scrittura scenica (17 ottobre 2025, ore 21, Teatro Due).

 



Nel fine settimana del 26, 27 e 28 settembre il festival dedica un’intera sezione al micro teatro, formato scenico che si sviluppa a partire dall’eredità del Micro Macro Festival degli anni Ottanta, da cui l’associazione stessa prende nome. Quei primi esperimenti tra Parma e Reggio Emilia contribuirono a ridefinire il teatro di figura in chiave contemporanea e sono oggi un riferimento per chi continua a esplorare il linguaggio del teatro degli oggetti e delle miniature sceniche.
 
 

Nel raccogliere questo testimone, Insolito Festival propone quattro titoli che riconfermano l’attenzione a gruppi e opere prime nate da percorsi di formazione consolidati per dar occasione di circuitazione e maturazione, in un contesto innovativo e multidisciplinare, facendo del confronto e dell’incontro una prassi che permette di seguire processi creativi in diverse tappe di accompagnamento.
 

Si comincia con il debutto nazionale di SPRITZ. Spettacolo erotico politico comico alcolico nato dalla collaborazione tra Collettivo Baladam B-Side (più volte ospite delle scorse edizioni) e Beatrice Baruffini, qui insieme per raccontare, con il teatro degli oggetti, di una ironica rivoluzione proletaria condotta da due bicchieri di spritz che si incontrano per caso in un bar (26 settembre ore 19, Sala Santa Brigida – 27 settembre ore 19, Parco Bizzozero).
 


Proveniente da Progetto Cantiere (rete nazionale per per il teatro di figura), Questo non è un amore, firmato dal duo italo-cileno CrepaMuro, una storia di relazione e migrazione raccontata attraverso il linguaggio del teatro di figura (27 settembre ore 21, Sala Santa Brigida).
 


Dal corso professionale Animateria, invece, l’opera prima della giovanissima formazione Le Mòsine, Gnancanabusìa, ispirata alla storia di Clelia Marchi, contadina mantovana che ha scritto la propria vita su un lenzuolo, e che le giovani autrici trasformano in una narrazione insieme delicata e potente (27 settembre ore 21, Sala Civica Cittadella – Parco Bizzozero). 


 


A concludere il weekend, dopo un’anteprima nelle sale del Castello di Montechiarugolo grazie alla complicità del Comune e della Famiglia Marchi (21 settembre ore 17:3 e 18:45), è Sei sassolini. Ovvero il peso dell’ingiustizia. La produzione firmata Riccardo Reina / Micro Macro ETS fonde narrazione, installazione site-specific e spettacolo itinerante per restituire la storia di un’ingiustizia esercitata da chi ha il potere verso chi non lo ha, il cui protagonista è un bambino che affronta, con coraggio e un briciolo di incoscienza, una battaglia il cui esito è già scritto (28 settembre ore 11 e 16, Antica Farmacia San Filippo Neri).  


 


Un ulteriore debutto è quello di Cadute, opera prima di Alessandro Conti per Lenz Fondazione. Lo spettacolo, ispirato all’Aiace dipinto da Sofocle nei 72 versi tradotti da Hölderlin, si configura come una riflessione contemporanea sulla caduta degli eroi (11, 12 e 13 settembre ore 21:30, Lenz Teatro). 


 


Infine, Valentina Dal Mas, che in questi anni sta contribuendo a reinventare con profonda originalità il linguaggio della danza e del teatro, con Luisa porta in scena la drammaticità e leggerezza di un corpo fragile come quello della donna, conosciuta in una RSA di Vicenza, che ha ispirato questo meraviglioso e delicato omaggio di grande forza evocativa (17 settembre, ore 21:30, Parco Villa Parma). Lo spettacolo sarà seguito da un incontro a cura delle antropologhe e antropologi dell’Università di Parma in occasione della rassegna Che cosa dicono oggi gli antropologi, che quest’anno ha come tema “I poteri sul corpo. Il potere del corpo”. 


 


Il programma 2025 dedica come sempre uno spazio rilevante all’infanzia e alle nuove generazioni. Oltre a Sei sassolini, tra le proposte più originali il Baby Horror Show dell’autrice e regista palermitana Claudia Puglisi, un omaggio al genere horror che utilizza la tecnica sudamericana del lambe-lambe per invitare giovanissimi spettatori e spettatrici a “spiare” gli ambienti di un teatro-casa in miniatura e risolvere un misterioso enigma (riservato ai bambini dai 6 agli 11 anni, 7 settembre ore 11 e 16, Sala Civica Cittadella).
 


Sempre itinerante, la nuova produzione di Emanuela Dall’Aglio e Campsirago Residenza, INnaturale, viaggio visionario alla scoperta di creature immaginifiche e sorprendenti che abiteranno il Parco Bizzozero (dai 4 anni e per tutti, 13 settembre ore 18 e ore 20).

 


Infine, annullato per cause di forza maggiore nel 2024, K(-A-)O – Faccine del coreografo giapponese Kenji Shinohe riunirà adulti, bambini e bambine per riflettere con ironia e poesia, mescolando i linguaggi scenici, sul tema della “comunicazione superficiale” e su come le emozioni si esprimano attraverso la tastiera dei nostri smartphone (dai 7 anni e per tutti, 12 ottobre ore 16, Teatro Anna Frank). Lo spettacolo replicherà anche in matinée per le scuole grazie al sostegno che si rinnova di Conad Centro Nord e che si rivolge alle scuole e alle famiglie, con la complicità dei Laboratori Famiglia del Comune di Parma.
 


Nel 2025 Insolito Festival rinnova e amplia le proprie collaborazioni con enti e realtà del territorio. Inaugura una nuova e significativa collaborazione con il Comune di Montechiarugolo e il suo straordinario patrimonio architettonico e culturale. Oltre a Sei sassolini allestito al Castello, al Palazzo Civico di Montechiarugolo sarà presentato M.M.M.o.Ka., percorso installativo e performativo firmato da Hombre Collettivo, Caterina Marino e Benedetta Parisi per l’Associazione QuarantasetteZeroQuattro di Gorizia. Quattro guide venute da un futuro prossimo ci condurranno in un itinerario distopico che, dalla recente catastrofe della fine del caffè, risalirà indietro fino alla sua nascita, per riscoprirne il ruolo cruciale nella storia dell’umanità (13 settembre ore 11 e 16).

 


Tra i progetti condivisi spicca l’allenaza con il Re/Sister! Festival Femminista della Casa delle Donne di Parma, che ospiterà il laboratorio gratuito per sole donne A corpo libero condotto da Elisa Cuppini (15-20 settembre ore 18-21, Casa delle Donne, iscrizioni entro il 31 agosto via mail a info@micromacroets.com), cui seguirà una restituzione pubblica (21 settembre ore 16, Parco Ex Eridania).

 


Segue lo spettacolo di stand up comedy La lotteria degli stereotipi di Chiara Renzi, Camilla Mattiuzzo e Beatrice Gnassi, che mescola umorismo, riflessione e improvvisazione, tratto dal libro Girls will be girls di Emer O’Toole (20 settembre ore 18:30, Parco Ex Eridania).

 


Si rinnova, inoltre, il legame con Il Rumore del Lutto Festival per Foresto, con Lenz Fondazione per Cadute, con la Fondazione Teatro Due per L’angelo della storia, con ASP – Ad Personam per Luisa e Sei sassolini.
 


Prezioso da tempo l’intreccio con l’Università di Parma, attraverso la stretta relazione tra Insolito Festival e Capas/CUT che quest’anno coinvolge anche la rassegna Che cosa dicono oggi gli antropologi con l’incontro che seguirà Luisa di Valentina Dal Mas e con la presentazione del volume, curato da Roberta Gandolfi e Stefania Babboni, dedicato a Cara Desdemona, percorso che ha coinvolto una ventina di studenti e studentesse, sostenuto dal CUG di UniPr, sul tema della violenza contro le donne, in occasione della giornata nazionale della lotta contro la violenza di genere (21 ottobre ore 18, Sala Santa Brigida).

 


Ed è sempre in collaborazione con la dott.sa Roberta Gandolfi che Insolito Festival si fa luogo di scoperta e riflessione per gli studenti e studentesse del corso di giornalismo e teatro, con il percorso di didattica applicata ai festival Raccontare i festival che li porterà a scegliere alcuni spettacoli da poter utilizzare come materia di studio.
Anche nel 2025, Insolito Festival abiterà spazi non convenzionali: il quartiere Montanara, il Parco Bizzozero, il Parco di Villa Parma, la Sala Santa Brigida, la Biblioteca Malerba, l’Antica Farmacia Filippo Neri. Un radicamento urbano che rappresenta da sempre uno degli elementi distintivi del progetto e che è reso possibile dalla complicità di partner consolidati come Artètipi, CIAC Onlus, Associazione LiberaMente, oltre al sostegno delle istituzioni pubbliche e private.
Insolito Festival è realizzato da Micro Macro ets, con il contributo di Regione Emilia-Romagna, Comune di Parma, Comune di Montechiarugolo, Fondazione Cariparma, Fondazione Monteparma, Conad Centro Nord, Tor Caffè e con la collaborazione di Artètipi, ASP Ad Personam, Casa delle Donne di Parma, Capas/Università degli Studi di Parma, Famiglia Marchi, Fondazione Teatro Due, Il Rumore del Lutto Festival, Insostenibile Festival, Lenz Fondazione, Sala Santa Brigida.  


a cura di Stefano Superchi 

 

 

INFORMAZIONI

Il programma dettagliato  e le informazioni sono disponibili al sito www.micromacroets.com
 

Infoline 3783081896 (anche Whatsapp) – info@micromacroets.com
Facebook Insolito Festival – Instagram festival_insolito 


BIGLIETTERIA
Biglietto intero €10, ridotto €5 (under18, studenti)
Spritz, Questo non è un amore, Gnancanabusìa – Intero €8, ridotto €5 (under18, studenti)
Eutopia, L’angelo della storia – intero €15, ridotto €8 (under18, studenti)
La lotteria degli stereotipi – ingresso gratuito
Persone con disabilità – ingresso gratuito + €5 accompagnatore
Per informazioni sulle condizioni di accessibilità contattare lo staff del Festival via mail a info@micromacroets.com
Abbonamento Insoliti Ignoti – 10 ingressi €100
Biglietti e abbonamenti in vendita tramite il sito www.micromacroets.com, al sito www.vivaticket.com, presso tutti i punti vendita abilitati Vivaticket o presso i luoghi di spettacolo a partire da un’ora prima dell’evento (per la vendita in loco la disponibilità non può essere garantita).
LABORATORIO “A corpo libero” a cura di Elisa Cuppini – Partecipazione gratuita (sole donne), max 10 partecipanti, iscrizioni via mail a info@micromacroets.com entro il 20 agosto 2025.  


03 agosto 2025

SCUOLA-CITTÀ DI CASALMAGGIORE. Storia di un esperimento didattico.

 SCUOLA-CITTÀ DI CASALMAGGIORE

Storia di un esperimento didattico

di Massimo Bondioli

prefazione di Matteo Morandi

Biblioteca A. E. Mortara di Casalmaggiore



 Un progetto editoriale per riscoprire un'esperienza educativa d'avanguardia nata a Casalmaggiore nel scondo dopoguerra.

Negli anni del dopoguerra, a Casalmaggiore si sperimentò un'idea innovativa: una scuola capace di aprirsi alla città, di costruire relazioni vive tra educazione e vita sociale.

Oggi, a distanza di settant'anni, questa esperienza unica rivive grazie al lavoro di ricerca di Massimo Bondioli, che nel volume Scuola-Città di Casalmaggiore ricostruisce con rigore e passione le tappe di quel laboratorio pedagogico, intrecciando documenti d'archivio, testimonianze e riflessioni contemporanee.


 

Subito dopo la Liberazione, in una Casalmaggiore profondamente provata dalla guerra, alcuni educatori ed educatrici si interrogarono su come affrontare il rinnovamento della scuola in un Paese libero e avviato alla democrazia.

Lo sguardo di quei pionieri si volse verso le esperienze dell'attivismo pedagogico e in particolare a Scuola Città Pestalozzi fondata a Firenze nel 1945 da Ernesto Codignola, uno dei massimi pedagogisti italiani del secolo scorso. Nell'arco di un paio d'anni si avviò, nella sezione mista della scuola elementare di Casalmaggiore, un esperimento didattico che prese il nome di Scuola-Città, ricalcando il modello fiorentino, e che durò dal 1947 al 1956.

 


Fu uno dei più interessanti esperimenti di scuola attiva realizzati in Italia. I principi di base erano il coinvolgimento attivo degli alunni nell'apprendimento, l'autodisciplina, l'apertura della scuola all'ambiente esterno. Il funzionamento era basato sull'autogoverno dei ragazzi che eleggevano un loro sindaco, gli assessori e un tribunale, amministrando la scuola come se fosse una piccola città; il tempo scuola era esteso al pomeriggio e agli alunni veniva fornito gratuitamente il servizio mensa e un servizio di medicina scolastica; ampio spazio era dato alle attività manuali e creative: educazione musicale, teatro, pittura, plastica, falegnameria, ricamo; vennero introdotti l’insegnamento della lingua francese, la corrispondenza interscolastica, le ricerche d'ambiente, la stampa di un giomalino, ecc.



 

Scuola-Città di Casalmaggiore fu una delle poche realtà italiane a far parte della Federazione Internazionale delle Comunità di Ragazzi fondata nel 1948 in Svizzera sotto l'egida dell’UNESCO.

Il libro, frutto di un lungo e rigoroso lavoro di ricerca, ricostruisce, anche con l'aiuto di alcune testimonianze di ex alunni, l'avvincente e travagliata storia di questo esperimento che per il suo carattere laico e innovativo incontrò ostacoli e opposizioni di ogni tipo. 

Tra i protagonisti di quell'esperienza, vanno citati il maestro Umberto Aroldi, la maestra e direttrice Teresa Bertolazzi, la direttrice didattica Maria Grasso Denti, i maestri Cristoforo Marcocchi, Giuseppe Castagnoli, Andreina Bianchi, Maria Federici Visioli e Regina Ramponi di cui si ricostruisce ampiamente l'attività in campo scolastico ed extrascolastico.

Il volume, arricchito dalla prefazione del prof. Matteo Morandi, riporta in appendice l’inedito carteggio con Codignola, diversi scritti e documenti, le interviste e una rassegna fotografica.

 


Il volume, pubblicato dalla Biblioteca Civica A.E. Mortara, sarà stampato solo al raggiungimento di 50 prenotazioni.

il costo del volume sarà di 20 €, le prenotazioni sono aperte fino al 20 settembre 2025.

Per prenotare il volume rivolgersi alla Biblioteca civica di Casalmaggiore 

tel 0375 43682

e-mail biblioteca@comune.casalmaggiore.cr.it

o a Massimo Bondioli 

tel 320 8267 702

e-mail bondioli.massimo@libero.it

 

Sostenere questa pubblicazione significa valorizare la memoria storica della nostra città e restituire visibilità a un patrimonio intellettuale e didattico che merita di essere conosciuto. 

 

a cura di Stefano Superchi

Massimo Bondioli ha abitato per oltre quarant'anni a Piadena dove ha svolto la professione di insegnante di scuola primaria. È autore della più completa biografia del maestro piadenese Mario Lodi, "Mario Lodi e Piadena. Una vita tra educazione e impegno in un microcosmo padano", 2022, di ricerche storiche e di scritti sul Convitto Scuola della Rinascita di Cremona, su don Lorenzo Milani, Gianni Bosio e Giuseppe Morandi. Tra le pubblicazioni annovera inoltre diverse raccolte poetiche. Collabora all'organizzazione di eventi culturali e con la Biblioteca comunale di Piadena Drizzona per la quale cura l’annuale rassegna Strappi poetici.

Matteo Morandi è ricercatore di Storia della pedagogia e dell'educazione all’Università di Pavia, dove insegna anche Pedagogia generale e sociale. Tra le sue pubblicazioni: Cremona civilissima. Storia di una politica scolastica (1860-1911), 2013; La scuola secondaria in Italia. Ordinamento e programmi dal 1859 ad oggi, 2014; Valutazione scolastica. Il concetto, la storia, la norma, 2018 (con M. Ferrari e M. Falanga); La scuola inclusiva dalla Costituzione a oggi. Riflessioni tra pedagogia e diritto, (con M. Ferrari e G. Matucci); Bambini per un anno. Immagini d'infanzia a Cremona fra Ottocento e Novecento, 2019; La fucina dei professori. Sforia della formazione docente in Italia dal Risorgimento a oggi, 2021.

 


Acrobatiche Poetiche, la resistenza del teatro nei territori cremonesi

  Acrobatiche Poetiche , la resistenza del teatro nei territori cremonesi Dal 25 settembre (e continuerà fino al 5 dicembre 2026) è tornata ...