LEI, oltre il ritratto: a Parma la mostra sulle donne da Van Gogh a Modigliani
Dal 2 ottobre 2026 all'8 marzo 2027 il primo piano del Palazzo del Governatore ospita "LEI. Ritratti di donne, da Van Gogh a Modigliani e oltre. Capolavori dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea", con oltre sessanta opere provenienti dalla GNAMC di Roma: un viaggio nella rappresentazione della donna, da Hayez e Van Gogh fino a Francesca Woodman e Marinella Senatore.
C'è una domanda che attraversa l'intero progetto di LEI: che cosa significa guardare, ed essere guardate? Specchi che riportano lo sguardo su chi osserva, partizioni tessili pensate per creare intimità attorno alle figure rappresentate, versi della poeta performativa Olympia disseminati lungo il percorso come controcanto silenzioso ai pensieri delle donne ritratte. LEI non è soltanto una rassegna di capolavori, è una mostra che interroga il gesto stesso del ritrarre.
La mostra è il secondo capitolo del protocollo d'intesa tra il Comune di Parma e la GNAMC di Roma, dopo il successo della retrospettiva "Giacomo Balla. Un universo di luce". Il progetto si inserisce in "Museo migrante", l'iniziativa ideata dalla GNAMC per far viaggiare fuori da Roma una collezione che è la più ampia sul territorio nazionale per l'arte italiana e internazionale dell'Ottocento e Novecento, un prestito eccezionale, con opere raramente concesse in uscita.
La curatela è affidata a Renata Cristina Mazzantini, direttrice della GNAMC, e a Cesare Biasini Selvaggi. La scelta dell'anno non è casuale, il 2026 è l'ottantesimo anniversario del voto alle donne in Italia, e il percorso usa i ritratti per osservare come la figura femminile sia stata guardata, immaginata e rappresentata e come, lentamente, abbia cominciato a raccontare se stessa.
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| Francesco Hayez, Bagnante |
Il percorso, oltre sessanta opere tra dipinti, sculture, disegni, fotografie e un arazzo monumentale, articolate in sette sezioni tematiche, attraversa oltre due secoli di storia. Si parte da "LEI come ideale", la donna simbolo, archetipo, sogno o intensa meditazione esistenziale, da Francesco Hayez, con la "Bagnante", esempio del più alto Romanticismo italiano, a Fattori, Manzù e Fazzini. Segue "LEI nella modernità", dove la figura femminile si appropria dello spazio e dei ruoli pubblici, studia, lavora, partecipa al dibattito culturale, politico e scientifico, tra De Nittis, Boccioni, De Chirico, Sironi, Donghi, de Pisis.
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| L'Arlesienne (Madame Ginoux) - Vincent van Gogh |
Poi il cuore più tenebroso della mostra: "Lei come enigma", con la donna misteriosa e sensuale, in alcuni casi femme fatale, tra Modigliani, Medardo Rosso, Boldini, Martini. La quarta sezione, "Lei, il corpo, il volto, la presenza", mette a confronto quattro giganti, Gustav Klimt, Pablo Picasso, Vincent van Gogh e Kees van Dongen, evidenziando la tensione fra la donna come soggetto e la donna come oggetto dello sguardo, con il volto come luogo in cui si concentra un'intera personalità. "Lei e l'intimità" (De Chirico, Guttuso, Savinio, Giacometti, Dora Maar, Man Ray) presenta il corpo come luogo e tema per parlare della persona, della sua individualità e complessità.
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| Ritratto della marchesa Casati - Giovanni Boldini |
Il Novecento si fa voce in "Lei prende la parola", che riunisce opere di Pino Pascali, Francesca Woodman, Giosetta Fioroni e Gian Emilio Malerba, con il diritto della donna di raccontare se stessa e il corpo come esperienza, identità, memoria, denuncia. L'ultima sezione, "Lei, infinite identità. Dal ritratto alla persona", arriva fino al presente, da Vanessa Beecroft a Francesco Vezzoli, da Stefano Arienti a Giuliano Vangi, l'evoluzione dal ritratto alla persona, dall'immagine come definizione del singolo all'immagine come luogo di relazione.
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| Piccola inglese - Giuseppe De Nittis |
Tra i prestiti più attesi spiccano l'"Arlesiana (Ritratto di Madame Ginoux)" di Vincent van Gogh, il "Ritratto della marchesa Casati" di Giovanni Boldini, la "Piccola inglese" di Giuseppe De Nittis, la "Carminella" di Antonio Mancini e il "Ritratto di Hanka Zborowska" di Amedeo Modigliani; l'aristocratica polacca Zborowska, ritratta da Modigliani, e Carminella, giovane fanciulla del popolo che emerge dal capolavoro giovanile di Mancini, sono due dei volti più memorabili dell'esposizione.
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| Ritratto di Hanka Zborowska - Amedeo Modigliani |
Accanto ai dipinti, le sorprese: tre disegni di Gustav Klimt, tra cui due studi per "Le tre età della donna"; la scultura in cera "Bambina che ride" di Medardo Rosso; la "Figura (Femme de Venise VI)" di Alberto Giacometti; le solarizzazioni dal portfolio "Femmes" di Man Ray; il raro pastello "Femme nu debout" di Picasso, circa 1906, donato alla GNAMC nel 2025 dalla Cy Twombly Foundation. La mostra è anche l'occasione per presentare al pubblico opere di nuova acquisizione della GNAMC, come "Femmes fatales" di Camilla Adami, "Pelléas et Mélisande" di Valerio Adami, "Senza titolo, Indiana I" di Piero Pizzi Cannella e il ricamato "Gloria Swanson Embroidered Her Own Autograph" di Francesco Vezzoli. A chiudere idealmente il percorso, uno dei quattro arazzi monumentali che Marinella Senatore ha realizzato con la Chanakya School of Craft di Mumbai, "The Theatre of Commons", dove la rappresentazione femminile diventa opera collettiva.
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| Pelléas et Mélisande - Valerio Adami |
Il paradosso dichiarato della mostra è che queste donne sono ritratte, in larga parte, da uomini. L'allestimento prova allora a restituire uno sguardo femminile sulle donne rappresentate; le partizioni tessili sono concepite per produrre un senso di intimità e protezione, gli specchi ricordano cosa significhi essere guardati e in alcune sale le luci sono disegnate per porre il visitatore al centro dell'attenzione, trasformandolo momentaneamente in oggetto della visione al posto del quadro. Fuori dal percorso espositivo, nelle toilette del palazzo, l'installazione site-specific "NONTISCORDARDITE" di Elena Ketra trasforma la superficie riflettente degli specchi sopra i lavelli in un atto di consapevolezza e di riflessione interiore.
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| Solitudine - Mario Sironi |
Il filo che tiene insieme due secoli di opere è il progressivo capovolgimento della prospettiva, dalla donna come soggetto del ritratto, idealizzata o osservata voyeuristicamente, alla donna che prende la parola e si autorappresenta, fino alle artiste contemporanee che trasformano il ritratto in relazione. Le donne di questa mostra sono spesso immobili ma non passive, appartate ma non prive di volontà, una definizione che dice molto del modo in cui lo sguardo, dell'artista e del pubblico, è cambiato.
In un'annata che ricorda gli ottant'anni dal voto femminile in Italia, Parma offre così l'occasione rara di vedere in una sola città capolavori che raramente lasciano Roma, e leggerli come pagine di una storia ancora in corso.
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| La ragazza e lo specchio - Cagnaccio di San Pietro |
Informazioni pratiche
LEI. Ritratti di donne, da Van Gogh a Modigliani e oltre. Capolavori dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea — Palazzo del Governatore, Piazza Giuseppe Garibaldi 19/L, Parma, primo piano; dal 2 ottobre 2026 all'8 marzo 2027.
Orari: mercoledì, giovedì, sabato, domenica e festivi 10.00–19.00 (ultimo ingresso 18.00); venerdì 10.00–22.00 (ultimo ingresso 21.00); chiuso lunedì e martedì, 25 dicembre e 1° gennaio. Aperture straordinarie: martedì 8 dicembre e lunedì 8 marzo 10.00–19.00.
Biglietti: intero 12 euro; ridotto 8 euro (over 65, under 16, residenti a Parma, gruppi di almeno 10 persone, chi arriva con mezzi sostenibili e altre categorie); ridotto convenzionati 5 euro; ingresso gratuito per bambini fino a 6 anni, persone con disabilità con accompagnatore, possessori di tessera ICOM e altre categorie, con l'elenco completo sul sito di Parma Welcome. Scuole 2 euro a studente, con prenotazione obbligatoria a info.cultura@comune.parma.it. Acquisti su Vivaticket, presso lo IAT e alla biglietteria della mostra.
Visite guidate: ogni giovedì alle 17.00 visita dedicata agli over 65 (visita gratuita, biglietto ridotto); ogni venerdì alle 20.00 visita dedicata agli under 25, con ingresso gratuito e senza prenotazione.
La mostra è prodotta dal Comune di Parma e dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, con la collaborazione di Solares Fondazione delle Arti e il sostegno di Fondazione Cariparma e Regione Emilia-Romagna.
A cura di Stefano Superchi




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