La Centralissima torna al Caffè Centrale: due serate per rompere il silenzio.
C'è una rassegna a Casalmaggiore che dal 2016 ha scelto di chiamare le cose con il loro nome, senza troppi giri di parole: "musica bella". Due parole, un programma preciso. È La Centralissima, la piccola grande creatura nata dall'incontro tra Be Molle APS e Caffè Centrale, che quest'anno torna in una forma ridotta ma tutt'altro che dimessa: due giovedì sera, il 21 e il 28 maggio, per due concerti che promettono di lasciare il segno.
Be Molle è un'associazione che cresce, in numero di soci, in idee, in ambizione progettuale, ma che non si dimentica da dove viene. Al centro del progetto c'è un percorso culturale che ha fatto della socialità autentica, della convivialità aperta e della ricerca artistica le sue fondamenta. Non intrattenimento facile, dunque, ma nemmeno elitario, musica indipendente italiana che dialoga con il territorio, contaminazione tra pratiche artistiche e comunità. Un progetto intriso della nostra Bassa, anche quando guarda altrove.
Come ci dice Michele Veneziano di Be Molle: "Quest'anno l'esigenza era di sviluppare due progetti caratterizzati da una forte energia performativa, musica per orecchie abituate a volumi importanti. La scelta è stata semplicissima. Per il primo concerto volevamo partire proprio dalla Bassa e abbiamo deciso che nessuno meglio dei "f.lli giordano" potesse incarnarne l'energia malinconica. I f.lli sono una band quattro elementi, suonano musica post rock, dove ripetizioni e una certa attitudine matematica sono strumentali a narrazioni emotive, a volte intervallate da una tromba squillante che a mo' di voce grida poche parole semplici che sembrano poesie sospese."
21 maggio / f.lli giordano
Per il primo appuntamento la scelta cade su una band che della Bassa porta addosso l'energia e la malinconia come un paesaggio sonoro vissuto sulla pelle. I f.lli giordano — Giulio, Andrea, Michele e Cristian — sono una chitarra, due bassi, una batteria che si spegne per qualche parola e cantati di tromba. Il loro è un post-rock fatto di ripetizioni, di architetture ritmiche precise, di distorsioni impietose alternate a dialoghi morbidi a quattro. Il loro primo album omonimo, registrato dal vivo nella loro sala prove, nei campi, è già tutto ciò che sono: suono e presenza, musica e luogo.
Continua Veneziano: "Al flusso musicale del primo live si aggiungerà nella seconda data anche un nuovo flusso di parole. Il secondo nome è quello di Lepre (moniker di Lorenzo Lemme). Un animale strano questa Lepre, cantautore e batterista, che usa le parole come strumenti di rivendicazioni di amore e politica. Lepre, che per l'occasione sarà in duo, suona e canta perché pare non poter fare altro per stare al mondo. Da tempo sognavamo di organizzare un suo concerto e finalmente ce l'abbiamo fatta. Sappiamo già che il pubblico ne uscirà innamorato."
28 maggio / Lepre
La seconda serata porta in scena Lepre, nome d'arte di Lorenzo Lemme, cantautore e batterista romano reduce da anni di tour instancabili. Pubblica il suo primo album (Malato) nel 2022 e inizia aprendo i concerti a nomi come Motta e Giancane. Canta e suona la batteria in trio con Giorgio Maria Condemi e Michele Mariola ed esce con il secondo album (Eremo) nel 2024. Nel 2025-2026 realizza con Francesco Chimenti, e pubblica, Parole Piano, un ep di 5 brani gia editi riadattati alla forma essenziale piano e voce. Dall'estate 2026 escono i nuovi singoli del terzo LP che uscirà in autunno.
Nel frattempo colleziona diversi titoli di studio, nel 2005 consegue la laurea magistrale in Lettere e Filosofia, nel 2008 la laurea specialistica in Storia Contemporanea e nel 2013 completa il Master in Storia ed Economia del ‘900.
Nell’ambito teatrale scrive le musiche di due spettacoli (Fake Folk e Rimbambimenti) di Andrea Cosentino, drammaturgo e attore teatrale contemporaneo (Premio Ubu 2018).
Lepre si presenta in duo con una carica emotiva difficile da contenere. In autunno uscirà il suo terzo LP: questo concerto è un'anteprima preziosa.
«Veniamo in pace e non miriamo a rompere niente, fuorché il silenzio»: è questa l'esortazione degli organizzatori, e c'è tutto il programma in una frase. La Centralissima 2026 non cerca lo spettacolo fine a sé stesso, ma quell'energia che trasforma l'aria di una sala e lascia qualcosa di diverso nelle persone che l'hanno attraversata. Un'esplosione gentile.
L'appuntamento è al Caffè Centrale di Casalmaggiore, il giovedì sera, come vuole la tradizione. Due date, due band, un invito aperto a tutta la cittadinanza.
W La Centralissima.
a cura di Stefano Superchi




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