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15 maggio 2026

Il divano, l'ambito approdo della casa

 Il divano, l'ambito approdo della casa

 


 Il divano, uno degli elementi di arredamento più apprezzati e utilizzati per rilassarci, per guardare la tv, per accogliere gli ospiti e persino per dormire ha, come tutto, una sua storia.
Il divano nasce ovviamente dall'evoluzione di sedute antiche che hanno origine nel mondo arabo-turco-persiano. L’etimologia della parola “divano” deriva dal turco “divan” e dall’arabo “diwan” e stava ad indicare, nell’Impero Ottomano, i registri amministrativi e l’ufficio della dogana fino ad arrivare al Consiglio di Stato e, più precisamente, alla sala del consiglio dove veniva amministrato il potere ai tempi di Constantinopoli.

 


 

E proprio in quelle stanze, lungo i muri, c’erano lunghi sedili imbottiti, che erano gli unici elementi d’arredo del diwan. Nell’evoluzione linguista oltre a divano e ottomana troviamo anche la parola sofà che essenzialmente sono lo stesso oggetto, cambia solo il termine. Divano si usa in alcune lingue, tra cui l’italiano, mentre nelle lingue anglosassoni, come l’inglese e il tedesco, si è affermato il termine “sofà “che deriva originariamente dal turco e significa cuscino. Si può quindi dedurre che il divano abbia avuto origine dalle sedute ricoperte di cuscini della tradizione araba.

 


Le tappe fondamentali della sua evoluzione sono:
•    Antichità (Egitto, Grecia, Roma): I precursori erano panche di legno coperte di pelli o cuscini per i nobili egizi, mentre i greci e i romani utilizzavano il triclinio o lectus per mangiare sdraiati. 
•    Medio Oriente: lunghe sedute imbottite presenti nei gabinetti istituzionali da cui deriva il termine divano e anche ottomana.
•    XVII-XVIII Secolo (Francia): Il concetto moderno nasce in Francia nel 1600. Nel 1700, sotto Luigi XV, si diffonde la Marquise, una poltrona larga per due persone, evolvendosi poi in forme più lineari durante l'epoca neoclassica di Luigi XVI.
•    XIX Secolo (Inghilterra e Stile Biedermeier): Nasce il famoso divano Chesterfield, caratterizzato da imbottitura in pelle, trapuntatura a capitonné e braccioli all'altezza dello schienale. Contemporaneamente, in area austro-ungarica, domina lo stile Biedermeier, sobrio e comodo.
•    XX Secolo (Industrializzazione e Design): Il divano diventa un elemento d'arredo comune grazie alla produzione di serie. Designer come Le Corbusier negli anni '20 rivoluzionano il design con strutture in acciaio e cuscini imbottiti, introducendo forme geometriche e funzionali. 

 




 

Come detto sopra i primi divani erano delle sedute imbottite rese ancora più comode con l’aggiunta di tanti cuscini. Nell’antico mondo arabo erano usate anche come troni, ma gli antichi Romani hanno cambiato la destinazione d’uso creando il triclinium che arredava le case degli aristocratici.
Il divano vero e proprio, come lo intendiamo oggi, risale al XVII secolo quando entra a far parte dell’arredamento delle dimore signorili con le sembianze di una poltrona. L’idea di sedersi in compagnia è opera dei Francesi che, per descrivere il nuovo arredo, cominciano a inventare sedute bizzarre come i divanetti a due posti, con sedute incrociate, detti Indiscret utilizzati per conversazioni intime. È da qui, dal nuovo significato che la parola divano assume in Europa nel XVIII secolo, e dal suo utilizzo, che può partire idealmente il nostro breve viaggio intorno alla storia del divano.

 



Il divano del Settecento, dal barocco a neoclassico.

Uno dei primi esemplari di divano in Occidente è la Marquise, molto in voga presso la corte di Luigi XV. In realtà si tratta di una poltroncina, con la seduta piuttosto bassa, ma abbastanza ampia per dare posto a due persone e per questo veniva chiamata anche tete-à-tete. Ma il primo vero periodo di grande diffusione del divano in Europa risale all’epoca neoclassica sotto il regno di Luigi XVI quando fanno la prima comparsa splendidi modelli di divani, divanetti o banquettes dalle forme rettilinee, con decorazioni classiche. Ancora oggi lo stile Luigi XVI uno degli stili francesi più caratteristici, ed uno dei più riprodotti dagli arredatori e decoratori, specialmente negli alberghi di lusso; il suo design composto ed intimo crea un ambiente dai toni signorili ed eleganti. Vere e proprie icone di lusso e maestria artigianale sono i divani creati dall’ebanista francese Louis Delanois per il conte d’Orsay, modelli destinati a incontrare grande fortuna nei decenni a seguire.



Il divano Chesterfield di età vittoriana.
Durante il XIX secolo, mentre in Francia si susseguono gli stili Impero, Carlo X e Luigi Filippo, filiazioni dirette dello stile Luigi XVI, nel Regno Unito si impone il modello Chesterfield. Un modello che ha fatto la storia del divano inglese, e non solo, particolarmente ampio e comodo è uno dei primi ad essere completamente imbottito e rivestito in pelle trapuntata ed è caratterizzato dalla tipica abbottonatura e dai braccioli alla stessa altezza dello schienale. I primi esemplari furono commissionati già agli inizi del Settecento da Philip Stanhope IV Conte di Chesterfield, ma è con l’età vittoriana che ottiene lo strepitoso successo che dura fino ai giorni nostri.



Lo stile Biedermeier di Vienna.
Molto diverso è lo stile dei divani in area austro-ungarica, soprattutto a partire dal periodo successivo al congresso di Vienna del 1815. Nella grande capitale mitteleuropea vige lo stile Biedermeier caratterizzato da elegante semplicità, del tutto privo di elementi appariscenti o di ostentazione, ma di una tale raffinata bellezza che non possono non avere un posto d’onore in una storia del divano che si rispetti. Pur mantenendo le forme e i colori tipici della mobilia diffusa in epoca Impero, a Vienna si preferì cancellare ogni presenza di forniture bronzee o di elementi a intaglio o a intarsio legati all’iconografia neoclassica. In sostanza, con questo stile vedono la luce arredi robusti, comodi, funzionali, sobriamente eleganti e poco costosi, è dotato di schienale arcuato e per certi versi prelude a forme che più avanti troveremo nell’ Art Nouveau.

 

 

Il ‘900 e il divano moderno.
Il XX secolo contrassegna definitivamente lo sviluppo del divano di carattere industriale, con la fabbricazione in serie. Si rinuncia a decorazioni inutili e si impiegano materiali nuovi. La novità importante è che il divano non è più costituito da blocchi inscindibili, ma da elementi raggruppabili e intercambiabili e comincia ad entrare in tutte le case come parte integrante dell’arredo di casa.
 

A.‎B.‎C.‎ di Antonio Citterio

 

Coloro che vengono considerati designer importanti del divano moderno sono l’inglese Jay Wellington Couch , 1895 e negli anni ’60 l’italiano Antonio Citterio  il quale inventò una seduta più lunga su cui poter anche dormire e riposarsi.
I designer negli ultimi decenni si sono sbizzarriti in forme, materiali e prestazioni e oggi in commercio troviamo una varietà di divani dai diversi stili, in diverse dimensioni e pure personalizzabili secondo i propri gusti: divani componibili, modulari, con penisole relax, divani letto, chaises-longue e dormeuse con massaggiatore incorporato, che accolgono e avvolgono i nostri corpi quando hanno bisogno di scaricare stanchezza e tensioni.
Che dire, un complemento d’arredo ormai indispensabile, il rifugio più gettonato della casa, un angolo di pace per mente e corpo.

Giovanna Anversa

 




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