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11 luglio 2026

Ma quanto ci mancano Alan Ford e il gruppo TNT?

 

 Ma quanto ci mancano Alan Ford e il gruppo TNT?

 


 Negli anni 60/70 era difficile trovare un giovane che non leggesse i fumetti. Entrare nel mondo di eroi e antieroi era un modo per immaginare, sognare, sentirsi protagonisti, la fantasia esplodeva e si volava!

Nel maggio 1969 appare per la prima volta nelle edicole Alan Ford e il Gruppo T.N.T. e inizialmente è pressoché un flop; l’editore però persevera e col 15esimo numero inizia a tirare. La serie rivoluzionerà il fumetto italiano grazie a un gruppo di personaggi non del tutto ortodossi che gestiscono un’agenzia di spionaggio, personaggi tutti da scoprire le cui avventure diedero vita alla celebre serie italiana a fumetti creata dallo sceneggiatore Max Bunker (Luciano Secchi) e dal disegnatore Magnus (Roberto Raviola).

 

Magnus e Max Bunker



 Il primo numero costa 150 lire ed è composto da 128 pagine 12x17 cm. Sino al numero 75 l'albo è stato disegnato da Magnus e in seguito si sono avvicendati vari disegnatori tra cui Paolo Piffarerio, Raffaele della Monica e Dario Perucca
La copertina del primo numero di Alan Ford, intitolato proprio "Il Gruppo T.N.T." mostra in primo piano il volto del protagonista Alan Ford con un'espressione accattivante mentre accenna un sorriso. Il disegno originale, realizzato da Magnus, è caratterizzato da elementi visivi ben precisi:

 



•    Il volto di Alan Ford è racchiuso all'interno di una spirale ipnotica gialla, che conferisce alla copertina un forte impatto grafico e un richiamo alle atmosfere pop e di spionaggio della fine degli anni '60.
•    Nella parte superiore della prima edizione compare la testata rossa con scritto in nero e in grande ALAN FORD che resterà il logo ufficiale della serie. Subito sotto la dicitura "Presentazione di Carlo Della Corte" e il prezzo dell'epoca, L. 150.
•    In basso, sotto il collo alto della caratteristica maglia nera di Alan Ford, campeggia il titolo del volume, IL GRUPPO TNT.

TNT è una scalcinata organizzazione che si occupa di spionaggio e investigazione, dedita a risolvere casi e sventare crimini, muovendosi spesso in un'atmosfera di satira sociale e umorismo grottesco. Il gruppo è famoso per essere composto da personaggi sgangherati, squattrinati e con forti difetti fisici o caratteriali, che si scontrano continuamente con la povertà e con nemici bizzarri. Non è una squadra efficiente e non assomiglia affatto alle organizzazioni di spionaggio classiche: i suoi membri vivono alla bell'e meglio, litigano spesso, hanno difetti enormi e affrontano missioni che iniziano già storte o diventano ingestibili quasi subito. Il gruppo si regge su una combinazione molto precisa:

 



•    Numero Uno comanda e accentra tutto su di sé; è l'anziano del team è l’avido e geniale capo del gruppo. Costretto su una sedia a rotelle, è in realtà un potentissimo burattinaio a conoscenza dei segreti di tutti i potenti del mondo. Ha una barba lunghissima e un corpo ormai consumato ma una presenza che domina l’intero gruppo con modi bruschi, voce tagliente e un’autorità che nessuno mette mai in discussione. Gli incarichi passano da lui, i soldi restano nelle sue mani e anche le decisioni più piccole dipendono dal suo umore. Non parte quasi mai per le missioni, ma decide chi mandare, con quali mezzi e per fare cosa. Più che guidare una squadra, amministra una piccola corte miserabile in cui tutti dipendono dalla sua avarizia.

 


 
•    Alan Ford è il protagonista nominale, giovane, biondo, ben vestito, ingenuo e idealista. Entrato per errore nell'agenzia, si ritrova spesso a fare da bussola morale al gruppo, viene mandato all’esterno quando serve un volto presentabile. In mezzo a facce stralunate, nasi enormi e vecchi decrepiti, è quello che può ancora sembrare una persona normale.

 



•    Bob Rock porta tensione in ogni situazione; è basso, tozzo e porta un naso enorme. E’ perennemente arrabbiato e riconoscibile per il suo grande naso, è il membro più cinico e pessimista della squadra. Ha un’aria sempre irritata, scatta per poco e vive qualunque cosa come un affronto personale, discute con tutti, protesta, peggiora i rapporti interni e finisce spesso al centro dei momenti più caotici.

 



•    Grunf è un vecchio tedesco con i baffoni, la coppola da aviatore e un entusiasmo tecnico del tutto sproporzionato rispetto all’affidabilità dei mezzi da lui ideati. Eccentrico inventore e meccanico non abilissimo, prepara marchingegni e trovate tecniche improbabili. È l'addetto agli armamenti e ai bizzarri veicoli del gruppo che costruisce assemblando pezzi di fortuna o rottami. È l’uomo degli attrezzi, dei veicoli e delle soluzioni tecniche. Costruisce macchine, mezzi di trasporto, mette insieme tutto quello che serve sul piano pratico. Quasi sempre, però, il risultato resta incerto. Se il TNT deve spostarsi, Grunf prepara il mezzo, il fatto che poi quel mezzo regga davvero è un’altra questione. Anche il suo modo di parlare fa parte del personaggio quanto le sue invenzioni.

 


 
•    Conte Oliver si rende utile nei furti e nelle operazioni più ambigue; è un nobile decaduto magro, elegante, dai modi raffinati, mantiene il fare da nobile anche in mezzo alla miseria del gruppo. È un cleptomane incallito, dotato di una classe innata e capace di sfilare qualsiasi oggetto di valore dalle tasche dei malcapitati. È l’uomo giusto quando serve rubare, infilarsi da qualche parte o recuperare un oggetto con mezzi poco ortodossi. La sua cleptomania e la sua esperienza nei furti lo rendono utile soprattutto quando il piano richiede destrezza più che forza.

 



•    Geremia Lettiga è un uomo lamentoso e ipocondriaco. Ha l’aria di chi vive tutto come una fatica e infatti viene sempre associato ai suoi malanni. Nel gruppo occupa una posizione più defilata, più legata alla sopravvivenza quotidiana che all’azione vera e propria. Porta addosso il lato più stanco e più sfatto del TNT. Malaticcio e inconcludente è un ipocondriaco cronico che si lamenta continuamente di ogni sorta di malanno immaginario pur di non lavorare.

 

 

La sede del Gruppo TNT: il negozio di fiori

 
Ufficialmente, il quartier generale è un modesto e fatiscente negozio di fiori nella Sesta Strada a New York, che palesemente richiama la Milano in cui lavoravano gli autori. Il negozio in teoria è una copertura ed è il luogo che descrive meglio la condizione di quel gruppo strampalato; il locale ha un aspetto dimesso, davanti c’è la facciata commerciale, dietro il retrobottega, che diventa centro operativo, sala riunioni e rifugio del gruppo. È lì che arrivano gli incarichi, si discutono i piani, si litiga e si cerca di mettere insieme qualche missione con mezzi quasi sempre approssimativi e insufficienti. Gran parte della vita del gruppo TNT scorre in quello spazio stretto e malmesso, lontanissimo dall’immagine classica delle organizzazioni segrete.

 


 

Le rocambolesche missioni del Gruppo TNT 

Le missioni del Gruppo TNT cominciano quasi sempre con un incarico poco chiaro, mal pagato o già compromesso in partenza. Il gruppo riceve l’ordine, prova a organizzarsi e mette insieme un piano, ma raramente ha mezzi adeguati o una strategia davvero solida. A complicare tutto ci pensano i veicoli di Grunf, le tensioni interne, l’affidabilità molto discutibile dei membri e il fatto che ogni operazione può cambiare direzione da un momento all’altro. I piani saltano, si improvvisa, qualcuno sbaglia, qualcuno sparisce. Spesso la situazione va avanti più per casualità che per controllo e logica programmazione. Il gruppo TNT lavora a suo modo, per tentativi, correzioni, cambi di rotta, improvvisazioni, incidenti e rattoppi continui.
 


Personaggi a contorno

Attorno al Gruppo TNT si muovono anche altri personaggi che non hanno la presenza costante del nucleo principale, ma aiutano a dare più corpo allo strano mondo in cui Alan Ford e il gruppo TNT si muovono.

 



La Cariatide è una delle figure più note di questo contorno. Fa parte del gruppo fin dalle prime storie, anche se col tempo si defila sullo sfondo.

 



Cirano e Clodoveo compaiono in modo discontinuo e si legano soprattutto a episodi particolari o a vicende che toccano il passato di Numero Uno. Sono presenze laterali, ma utili a far sentire il TNT come una squadra mai del tutto chiusa, bensì aperta ed accogliente.
 

Gli avversari del Gruppo TNT

Nel mondo di Alan Ford, gli avversari del Gruppo TNT formano una galleria molto varia, ma hanno quasi sempre una cosa in comune: sembrano usciti da una parodia feroce del fumetto d’avventura e del romanzo criminale. Il nemico più celebre è Superciuk comparso per la prima volta nel n. 26 del 1971, personaggio così riuscito da diventare uno dei simboli stessi della serie. Iconico antieroe, il cui vero nome è Ezechiele Bluff, è uno spazzino alcolizzato che possiede un "superpotere" unico: una fiatata talmente micidiale e mefitica da stordire all'istante chiunque si trovi sul suo cammino. Il suo motto satirico è «Rubare ai poveri per dare ai ricchi».

 


Accanto a lui ci sono figure ricorrenti come Margot, l'avvenente spia manipolatrice e doppiogiochista, prima avversaria donna già presente nel primo numero della serie. Ci sono poi: il criminale gentiluomo Arsenico Lupon, lo scienziato folle Aseptik e altri personaggi grotteschi come Baby Kate.

 


A rendere ancora più vario il cast dei nemici ci pensano poi Beppa Giosef, moglie di Superciuk, e tutta una serie di delinquenti, spie, scienziati e megalomani che il Gruppo TNT affronta in storie dove il pericolo vero convive sempre con il ridicolo. Più che antagonisti nel senso classico, sono maschere satiriche che permettono a Max Bunker di prendere in giro supereroi, criminali, fantascienza e romanzo d’azione nello stesso momento.
 


 

Il Gruppo TNT nel periodo classico di Magnus e Bunker

Parlando del Gruppo TNT, il pensiero torna naturalmente alla prima fase della serie, quella scritta da Max Bunker e disegnata da Magnus. È in quei numeri che il gruppo prende forma in modo definitivo: si fissano i rapporti tra i personaggi, si chiarisce il tono del fumetto e si consolida quell’equilibrio tra spionaggio, miseria, satira e assurdo che resta il marchio più forte di Alan Ford. Che dire del disegno di Magnus? Il suo tratto dà al TNT una fisionomia precisa: ambienti poveri, facce scavate, corpi deformati, dettagli grotteschi, tutto concorre a costruire l’immagine del gruppo così come i lettori la ricordano ancora oggi. Quando si parla del TNT “classico”, molto spesso si parla proprio di questa fase.

 
 


Alan Ford mi si presentò in adolescenza e mi conquistò in età più matura, in maniera lenta ma duratura. Fumettara fin da bambina, Alan Ford fu il fumetto delle fasi per eccellenza: iniziale curiosità per i personaggi e le loro imprese alternando stupore e ilarità a momenti di non totale comprensione. Se non sempre coglievo il vero messaggio di queste strisce geniali, l’uscita settimanale di quel “giornalino”, veniva attesa con trepidazione come per Topolino, Diabolik, Tex e tutte le altre meraviglie del tempo e ogni settimana mi ritrovavo a lottare col budget della paghetta che mi imponeva di sceglierne, ahimè, solo due.


 

Furono Beckett, Ionesco e il teatro dell’assurdo, studiati svogliatamente a scuola, a darmi la chiave di lettura definitiva di Alan Ford rendendomi, ancor oggi, un’appassionata fan. È una satira pungente, corrosiva, surreale ed estremamente intelligente della società, del potere, della meschinità umana e della banalità del male, aspetti abilmente vivisezionati attraverso il ribaltone dell'immagine classica dell'agente segreto perfetto alla James Bond.

 


 

Il gruppo TNT apre il sipario e mostra con sottile ironia e feroce condanna le difficoltà dei diseredati e dei reietti. Una banda di scalcinati, dal candido Alan Ford al pessimista Bob Rock, quotidianamente in lotta per sopravvivere. Le loro imprese rocambolesche contro l'ingiustizia e l'esclusione sociale vengono studiate in un retrobottega che è l’esatto contrario degli studi dalle poltrone in velluto rosso dei grandi studi investigativi. Le avventure si muovono nel solco del grottesco e del paradosso, regalando al pubblico espressioni entrate nel linguaggio comune e una comicità cinica e dissacrante Un manipolo di personaggi affascinanti proprio perché privi del classico charme da fighetti, aprono gli occhi al lettore mostrando una realtà molto più distorta di loro: 

 



La denuncia del cinismo del potere. Tramite figure come il Numero Uno, il fumetto demolisce l'idea di un'autorità saggia e benevola, dipingendola spesso come cinica, spietata e interessata solo al proprio tornaconto economico. 

L'arte di arrangiarsi. In un mondo diviso tra ricchi e poveri, i membri del gruppo T.N.T. usano l'ingegno, l'amoralità e l'astuzia per sbarcare il lunario, diventando gli eroi involontari di chi non ha privilegi. 

 


 

Il fumetto rimane un'opera di culto che unisce umorismo nero, critica politica e un'amara profezia sulla disparità sociale. Si può davvero asserire che attraverso uno dei fumetti più goduti di quegli anni, Max Bunker e Magnus hanno sbeffeggiato il potere, la burocrazia e l'ipocrisia, trasformando un gruppo di improbabili e squattrinati agenti in momento di culto.

Giovanna Anversa 




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