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11 aprile 2026

L'arte immortale di Gino Paoli

 L’arte immortale di Gino Paoli



C'è chi nasce col dono dell'eternità!
 
Cosa è stato, e cos’è tutt’ora, Gino Paoli per noi italiani? Di certo può essere considerato un innovatore rispetto alla musica che lo ha preceduto e la sua carriera, lunga oltre 60 anni, lo dimostra lasciando un segno indelebile nel panorama musicale del paese.
 
Paoli è stato uno dei protagonisti della "scuola genovese", un movimento che ha rivoluzionato la musica italiana negli anni '60, di cui fecero parte nomi altisonanti quali Luigi Tenco, Fabrizio De André e Bruno Lauzi, Umberto Bindi. Le canzoni di questi musicisti adottano un linguaggio nuovo, più vero e più poetico che spesso si ispira alla letteratura, soprattutto francese e italiana.

 


 

I testi, oltre all’amore che rimane un ever green, affrontano anche temi come l’emarginazione, l’ingiustizia sociale, la guerra, la discriminazione e le canzoni divengono vere e proprie icone della musica italiana, aprendo la strada a tutto il cantautorato che verrà dopo.
La fusione tra musica e poesia, i testi profondi e le melodie innovative sortiscono opere di grande intensità che sanno sublimare, a mo’ di Dolce Stil Novo del ‘900, l’amore; esempi, per quanto riguarda Paoli, ne sono "Il cielo in una stanza" del 1960 e “Una lunga storia d‘amore” del 1984, due delle più grandi hit della musica italiana.

 



 

La lista è lunga e non si consuma con i due brani sopra, degli anni ’60 sono anche "La gatta", "Senza fine", “Che cosa c’è” e "Sapore di sale", che addirittura diventa simbolo dell'estate italiana, quando quelle canzoni si cantavano in spiaggia, un pò di amici e una chitarra.

Gino Paoli raggiunge la sua maturità artistica nei decenni che vanno dai ’70 ai ’90, continuando a scrivere canzoni che hanno confermato la sua statura di grande artista. "Una lunga storia d'amore" diventa popolarissima anche tra i giovani così come "Quattro amici", "Ti lascio una canzone" e "La bella e la bestia".

 


 

Note e foriere di grandi successi e concerti spettacolari, sono le collaborazioni con altri artisti, come Ornella Vanoni, Mina, De André, Tenco, Lauzi, Zucchero, Pravo, Bocelli, i sodalizi jazzistici con il pianista Danilo Rea e infine le canzoni per il cinema, in particolare di Vanzina, lasciando un'eredità musicale immensa, con pezzi che hanno attraversato quattro generazioni almeno mentre la sua scrittura, essenziale e fortemente evocativa, ha segnato un passaggio decisivo verso un linguaggio più intimo ma moderno.

 


 
Paoli chiude il cancello della vecchia “Scuola Genovese”, così come la ricordano quelli della Boomer Gen, lasciando un senso di malinconica nostalgia anche se le opere di tutti gli artisti della Genova dei carruggi, del porto, dei Rolli, del suo dialetto e del mare, continuano a essere cantate e amate da milioni di persone. Oggi la città è ancora luogo di incontro per artisti e musicisti e la sua Scuola, grazie a nuovi talenti, continua ad essere celebrata attraverso festival ed eventi musicali per ricordare chi come Gino Paoli ha trasformato vita e quotidianità in poesia.
 
Giovanna Anversa




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