Giornata Mondiale della Radio: And the Radio plays...
Il 13 febbraio si è celebrata la Giornata Mondiale della Radio, istituita dall'UNESCO per sottolineare l'importanza di questo medium nella diffusione di informazioni e creatività. In Italia, le radio libere rappresentarono un capitolo pionieristico di libertà espressiva, nate negli anni '70 contro il monopolio statale. Le prime trasmissioni non autorizzate iniziarono nel 1970 con Radio Sicilia Libera di Danilo Dolci, che denunciò via etere le condizioni post-terremoto nel Belice. La svolta arrivò con la sentenza della Corte Costituzionale del 28 luglio 1976 (n. 202), che legalizzò le emittenti private locali, favorendo un'esplosione di creatività e volontariato.
Queste radio, spesso gestite da giovani e associazioni, mescolavano musica, politica e voci del territorio, rompendo il centralismo RAI. Introdussero format partecipativi come chiamate in diretta e microfoni aperti, permettendo a cittadini comuni, attivisti e comunità di esprimere opinioni senza filtri. Casi emblematici come Radio Alice (chiusa nel 1977 per aver "diretto" scontri via etere) e Radio Bra Onde Rosse dimostrarono come l'etere divenisse spazio di protesta contro censura e potere. Vennero favorite nuove forme di giornalismo militante e di denuncia, come Radio Aut contro la mafia o trasmissioni locali su temi sociali, influenzando persino i palinsesti pubblici con maggiore interattività.
Dal punto di vista prettamente artistico le radio libere degli anni '70 diffusero massicciamente rock internazionale e musica italiana alternativa, sfidando il controllo RAI e introducendo hit parade locali che resero popolari cantautori e pop non mainstream. Questo spostò l'ascolto verso un pubblico giovane, favorendo l'esplosione del pop italiano con maggiore varietà e libertà artistica.
Le emittenti trasmettevano rock progressivo, punk e cantautori censurati dalla TV pubblica, creando identità generazionali e promuovendo concerti live per autofinanziarsi. Lo stesso Vasco Rossi debuttò su Punto Radio (1976, Zocca, Modena).
Nella Bassa Padana, tra Cremona, Mantova e Parma, il fenomeno fiorì grazie a pionieri locali che trasmettevano da garage e oratori. Radio Parma, attiva dal 1 gennaio 1975, fu tra le prime in Italia.
In provincia di Cremona emersero varie realtà: Radio Base, di Piadena, che verrà poi rilevata dal network Malvisi, Radio Onda Nuova di Calvatone, nata nel 1977 e ricevibile in tutta la provincia di Cremona, fino alle porte di Mantova ed Asola; su Radio Onda Nuova si poteva sentire veramente di tutto, musica pop, musica classica, il programma delle previsioni del tempo dedicato agli agricoltori del prof. Guido Santini, il Mega quiz in onda la domenica mattina che mobilitava gran parte del paese, e non solo, che metteva in palio premi offerti da un negozio locale, un mix di tradizione popolare e innovazione tecnica. Radio Onda Nuova cessò di esistere all’inizio degli anni ’80.
Spostandoci sul mantovano si trovano tracce scarne di Radio Cizzolo Stereo, fondata da Oreste Rosa, che ha cessato di esistere nel 1995, Radio Po International di Pomponesco (fondata nel 1977), Radio Atene di Sabbioneta (attiva fino al 1999) ma soprattutto Radio Circuito 29, nata nel febbraio 1978 a Casaletto di Viadana come espressione degli oratori della zona, trasferendosi poi a Viadana.
R.C. 29 incarnò, soprattutto nei primi anni, la vera essenza del territorio casalasco viadanese, territorio omogeneo al di là degli ovvi campanilismi. Cercando negli archivi della Parrocchia di Santo Stefano di Casalmaggiore si può trovare un passaggio che fa capire la situazione dell’epoca: “Correva l'anno 1980 quando un giovane vicario da poco arrivato, tale don Marco Tizzi, lanciava l'idea di aprire in Parrocchia una redazione radiofonica. Radio Circuito 29 entrava allora nel suo terzo anno di vita ed apparve subito chiaro che il mezzo radiofonico aveva delle potenzialità enormi: era di quegli anni il boom delle radio private nelle quali schiere di ragazzi e non solo muovevano i primi passi, spinti da una grande passione per il nuovo mezzo di comunicazione. Fu così che nacque la redazione di Casalmaggiore, con una connotazione legata alla produzione di programmi culturali. "Speciale in FM", "Sintesi politica", "A tu per tu con", "Casalmaggiore Flash", sono solo alcuni dei programmi settimanali realizzati a Casalmaggiore che poi venivano trasmessi dalla redazione centrale di Viadana.”
La redazione di Casalmaggiore trasmetteva anche la Santa Messa domenicale delle ore 18, un servizio per chi non poteva recarsi in chiesa, potendo comunque sentirsi parte della Comunità.
Me la ricordo, la voce “tonante” di Don Paolo Antonini uscire da una radiolina gracchiante, appoggiata sul davanzale, quando mi capitava di andare a trovare mia nonna alla domenica pomeriggio.
And the Radio plays…
Stefano Superchi








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